Il Ministero della Salute ha appena diffuso un nuovo avviso di richiamo alimentare riguardante delle confezioni di integratori alimentari. Il motivo del ritiro è il rischio chimico dovuto alla presenza di biossido di titanio.
Un nuovo avviso di richiamo alimentare è stato diramato, nelle scorse ore, dal Ministero della Salute. Nella sua attività di tutela della salute pubblica, infatti, il Ministero si occupa di informare la cittadinanza a proposito dei prodotti richiamati dal commercio quando questi presentano una non conformità che può essere di tipo microbiologico, chimico, fisico e non solo.
Il richiamo in questione riguarda degli integratori alimentari. È stato infatti ritirato dal commercio il lotto SG23001 dell'integratore Leninerv 600 (un integratore alimentare utile nelle neuropatie periferiche) commercializzato da Grünenthal Italia S.r.l.. L'integratore in questione, venduto in confezioni da 20 compresse, ha come data di scadenza gennaio 2026. La produzione è effettuata da Sigmar Italia S.p.A., azienda che ha sede in provincia di Bergamo, nel Comune di Almè.
Integratori alimentari ritirati dal commercio per rischio chimico: i pericoli per la salute

Come si legge all'interno del comunicato ufficiale di richiamo diramato dal Ministero della Salute, il ritiro dal commercio delle confezioni degli integratori alimentari si è reso necessario a causa del rischio chimico. Nel dettaglio, all'interno del prodotto è stata riscontrata la presenza di titanio biossido. Per questo motivo, si richiede al consumatore di riportare le unità indicate nel comunicato presso il punto vendita dove ha acquistato il prodotto.
Il biossido di titanio è un composto chimico ampiamente utilizzato per le sue proprietà sbiancanti e riflettenti. È presente in molti prodotti di uso comune, come vernici, cosmetici, creme solari e persino alimenti, poiché agisce come agente colorante per migliorare l’aspetto e la consistenza dei prodotti. Nella produzione di cosmetici e prodotti solari, viene apprezzato anche per la capacità di riflettere i raggi ultravioletti, proteggendo la pelle dagli effetti dannosi dell’esposizione al sole.
Tuttavia, il biossido di titanio è stato al centro di studi che ne evidenziano potenziali rischi per la salute, soprattutto sotto forma di nanoparticelle. Quando queste particelle vengono inalate o ingerite, possono accumularsi nei polmoni o nell’apparato digerente, causando infiammazione e possibili danni a lungo termine. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato il biossido di titanio come “possibilmente cancerogeno per l’uomo” (Gruppo 2B) quando inalato in forma di polvere. Il suo utilizzo in alimenti è stato recentemente vietato in alcuni paesi dell’Unione Europea, poiché potrebbe provocare infiammazioni croniche e stress ossidativo. Di conseguenza, il dibattito sulla sicurezza di questo composto continua a crescere, portando molte aziende a cercare alternative più sicure.
