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Il caro bollette continua a colpire le famiglie italiane. Tra i casi più recenti quello di un pensionato di Venezia, che è però riuscito ad ottenere l'annullamento di una fattura da quasi 5mila euro grazie al supporto di un'associazione.
Negli ultimi mesi, migliaia di italiani si sono trovati di fronte a bollette di gas gonfiate in modo esorbitante, in seguito a un drastico aumento delle tariffe applicate dai vari fornitori. Questa situazione ha messo in difficoltà molti utenti, soprattutto i pensionati e coloro che vivono con redditi fissi, già provati dagli aumenti del costo della vita. Tra questi vi è L.M., un 79enne residente nel centro storico di Venezia, che ha ricevuto una bolletta per un totale di quasi 5.000 euro per il periodo da giugno 2023 a giugno 2024.
Dopo aver scoperto la cifra spropositata, l'uomo ha chiesto l’aiuto dell’Adico (Associazione Difesa Consumatori) per difendersi. Grazie all’intervento dell’associazione, la bolletta è stata annullata, e la somma è stata azzerata con una fattura di storno da -4.818,69 euro. Il caso di L.M. rappresenta un esempio concreto di quanto sia cruciale la tutela dei consumatori contro il caro bollette.
Il fenomeno delle caro bollette non si ferma

Il problema delle bollette “pazze” è nato principalmente dall’aumento improvviso delle tariffe, nel caso del pensionato in questione passate da 70 centesimi al metro cubo a ben 2,49 euro. Questo quadruplicamento delle tariffe è avvenuto in un periodo di forte incertezza economica, mettendo sotto pressione i bilanci delle famiglie italiane. Le cause di questi rincari risiedono, in parte, nell’aumento dei prezzi energetici globali e nelle modifiche contrattuali attuate dall’azienda, che ha scelto di non comunicare in maniera trasparente il cambiamento delle tariffe ai suoi utenti. Infatti, molti clienti, tra cui L.M., hanno dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione in merito agli aumenti. I fornitori, da parte loro, sostengono di aver inviato le notifiche, pur senza ricorrere a mezzi certificati come la PEC o la raccomandata con ricevuta di ritorno, una pratica permessa dalle normative vigenti dell’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), ma ritenuta inadeguata dai consumatori.
In questa cornice, l’Adico si è rivelata un alleato fondamentale. L’ufficio legale dell’associazione ha intrapreso numerose azioni legali contro il fornitore, contestando i rincari e aiutando i clienti a ottenere il ricalcolo o la cancellazione delle bollette eccessive. Per L.M. e molti altri, questa difesa si è rivelata essenziale, garantendo un aiuto legale che ha permesso di far fronte a un problema altrimenti insormontabile.
Cosa possono fare i consumatori per difendersi
La vicenda di L.M. evidenzia l’importanza di rimanere informati e di rivolgersi a enti di tutela dei consumatori come l’Adico. Esistono, infatti, alcune misure che i consumatori possono adottare per proteggersi da simili situazioni. Prima di tutto, è consigliabile leggere attentamente tutte le comunicazioni ricevute dalle aziende fornitrici di energia e mantenere un archivio dei contratti e delle bollette passate per confrontare le eventuali variazioni. In caso di dubbi sulle modifiche contrattuali o di aumenti inspiegabili delle tariffe, è possibile chiedere chiarimenti direttamente all’azienda o rivolgersi a un’associazione come l’Adico, che può fornire assistenza legale e supporto per contestare gli importi.
Inoltre, per evitare problemi legati a bollette “pazze”, è fondamentale monitorare regolarmente i propri consumi e verificare se i conteggi riportati in bolletta corrispondono al consumo reale. Conoscere e comprendere il proprio contratto di fornitura permette di anticipare possibili variazioni e di prendere le decisioni giuste, come cambiare fornitore o optare per tariffe più convenienti.
