La truffa del finto operatore è particolarmente subdola e per questo continua ogni giorno a fare un gran numero di vittima. Esistono due modi, però, per far cadere la maschera dei malfattori e difendersi da questo raggiro. Ne ha parlato l'avvocato Angelo Greco.
Da qualcuno è stata già definita "la truffa del secolo": un'espressione forse esagerata, che però rende bene l'idea della pericolosità di questo raggiro. Un'espressione che, in realtà, serve ad indicare anche quanto questo raggiro sia diffuso e il numero particolarmente elevato di persone che ancora oggi riesce a far cadere nella trappola. Si tratta della truffa del finto operatore della banca.
Una truffa, quella del finto operatore, in realtà molto subdola. Ne ha parlato, in un video pubblicato nelle scorse ore, l'avvocato Angelo Greco. Questo raggiro, ha spiegato l'avvocato, viene messo in atto tramite una telefonata proveniente da un sedicente operatore antifrode del proprio istituto bancario che avvisa a proposito di un tentativo di accesso sospetto al conto corrente della vittima al fine di rubare dei soldi. Lo stesso operatore spiega che in realtà questo tentativo di accesso è stato bloccato, aggiungendo di aver bisogno della collaborazione della vittima per stornare le somme sottratte.
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Truffa del finto operatore, in questo modo è possibile riconoscerla e difendersi

La vittima viene invitata a cliccare su una notifica inviata sul suo cellulare: è proprio cliccando sulla notifica, però, che si autorizza il prelievo delle somme da parte dei malintenzionati. Come bisogna fare, dunque, per difendersi? In effetti non è semplice, anche perché la telefonata sembra provenire proprio dal numero del proprio istituto bancario. È questo uno dei metodi utilizzati dai malfattori per rendere ancora più subdola la truffa.
Come spiegato dall'avvocato Angelo Greco, esistono due modi per provare a difendersi da questa truffa. Innanzitutto è fondamentale interrompere subito la telefonata e telefonare personalmente alla banca o al gestore della carta di credito: così facendo ci si può accertare sull'autenticità della chiamata ricevuta poco prima. Ciò è possibile anche quando i malintenzionati infondono senso d'urgenza e spiegano che il tempo a disposizione per agire in realtà è poco. Anche dopo giorni, infatti, è sempre possibile segnalare dei prelievi indebiti: non bisogna, quindi, assecondare l'urgenza dei truffatori.
E non è tutto. Per poter mettere alla prova il truffatore, infatti, si può provare a chiedergli se conosce la seconda domanda di sicurezza di identificazione del proprio conto. A quel punto cadrà la maschera: il malintenzionato, infatti, non può essere a conoscenza della seconda domanda. È fondamentale, insomma, non farsi prendere dal panico e provare ad agire in modo razionale: anche se non è semplice, esistono dei modi per riconoscere le truffe e agire di conseguenza.
