Condominio, cosa fare se l'assemblea non viene convocata da molto tempo? L'avvocato chiarisce: "C'è questa possibilità"

Nel caso in cui l'assemblea di condominio non venga convocata da molto tempo, il singolo condomino può agire per ottenere la revoca dell'amministratore: è dovere di quest'ultimo, infatti, convocare l'assemblea almeno una volta all'anno. Cosa bisogna fare per ottenere la revoca.

Si chiama assemblea condominiale ed è quell'incontro formale tra i proprietari degli appartamenti facenti parte del condominio convocato per discutere e decidere su questioni riguardanti la gestione comune della struttura e dei servizi condomini. Si tratta di un passaggio fondamentale della vita condominiale e della convivenza tra condomini.

Le funzioni della riunione di condominio sono molteplici: innanzitutto per l'approvazione del bilancio, sia consuntivo che preventivo; gestione delle spese comuni, nomina e revoca dell'amministrazione, lavori di manutenzione straordinaria, regolamento condominiale, gestione dei conflitti e non solo. La riunione può essere convocata dall'amministratore o, su richiesta, da un determinato numero di condomini. Ma cosa succede se, invece, l'assemblea non viene convocata da molto tempo, magari da diversi anni? Ne ha parlato, in un video pubblicato nelle scorse ore, l'avvocato Angelo Greco.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Angelo Greco (@angelogrecoofficial)

Condominio, l'amministratore può essere revocato dal giudice se non viene convocata l'assemblea almeno una volta all'anno

Assemblea di condominio non convocata: quando rivolgersi al giudice
Anche il singolo condomino può rivolgersi al tribunale. Fonte: Instagram

Nel filmato in questione l'avvocato Greco ha raccontato la storia di un suo amico, il quale gli ha confidato che nel condominio in cui vive l'assemblea non viene convocata da ben 7 anni. Come bisogna agire, in questo caso? È la legge, in circostanze del genere, a tutelare i condomini. L'amministratore, infatti, ha l'obbligo per legge di convocare l'assemblea almeno una volta all'anno entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio contabile. Si tratta di una riunione necessaria per l'approvazione del bilancio, ovvero il rendiconto grazie al quale è possibile conoscere nel dettaglio le entrate e le spese. A stabilirlo è infatti il Codice Civile, che elenca nel dettaglio anche le varie funzioni dell'assemblea. Se questa assemblea, però, non viene convocata, il singolo condomino - senza il bisogno del consenso degli altri, quindi - può rivolgersi al giudice affinché revochi l'amministratore.

Sarà quindi il tribunale a decidere e a revocare l'amministratore. Una volta revocato l'amministratore, poi, sarà la stessa assemblea a doverne nominare uno nuovo. Che non potrà, chiaramente, essere quello uscente. Se neanche in questo caso, però, si riesce a trovare l'accordo, il nuovo amministratore sarà nominato dal tribunale. Tutto questo si può fare anche in solitaria: è un potere, quello di rivolgersi al giudice, che spetta infatti al singolo condomino, senza che questo sia necessariamente appoggiato da altri condomini. Ciò è infatti possibile perché l'amministratore è venuto meno al suo dovere di convocare l'assemblea almeno una volta all'anno.

Lascia un commento