Il preavviso è quel periodo che va dal momento in cui si comunicano le dimissioni dal posto di lavoro al momento in cui si lascia effettivamente l'azienda. Per calcolarlo è necessario prendere in considerazione tre fattori. In caso di mancato rispetto del preavviso ci sono conseguenze in termini economici.
Quando si decide di dimettersi da un posto di lavoro è in ogni caso (o quasi: fanno eccezione le dimissioni date per giusta causa) necessario rispettare un periodo di preavviso. Si tratta di quel tempo, in realtà previsto anche in caso di licenziamento, che va dal momento in cui si presentano le dimissioni al momento in cui si può effettivamente lasciare l'azienda. Questo periodo è necessario per garantire che l'azienda abbia il tempo necessario per organizzarsi in vista dell'uscita del lavoratore.
Quanto dura, esattamente, il preavviso? La risposta, in realtà, è "dipende". Questo lasso di tempo, infatti, non è uguale per tutti i lavoratori. I giorni di preavviso, infatti, variano in base a tre fattori. Il primo fattore è l'anzianità di servizio: più tempo si è stati in un'azienda, più lungo potrebbe essere il periodo. Secondo fattore è il contratto collettivo: ogni settore, infatti, ha le proprie regole. il terzo fattore, infine, è il livello contrattuale: il periodo di preavviso potrebbe infatti essere differente tra un dirigente e un impiegato.
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Lavoro, conseguenze in termini economici in caso di mancato rispetto del periodo di preavviso

Gli esperti di Laborability hanno fatto un esempio concreto per provare a capire meglio il funzionamento del periodo di preavviso. L'esempio in questione è fatto prendendo in considerazione il contratto collettivo del commercio, con inquadramento al quarto livello. In questo caso, un dipendente con sette anni di servizio dovrà dare un periodo di preavviso pari a 20 giorni. Se gli anni di servizio sono invece 11, il periodo di preavviso aumenta fino a 30 giorni. Il calcolo va effettuato sui giorni di calendario e non su quelli lavorativi: vanno inclusi, quindi, sabato e domenica.
Conoscere il proprio periodo di preavviso è fondamentale: non rispettandolo, infatti, si rischiano conseguenze in termini economici. Se il lavoratore non rispetta il preavviso, infatti, l'azienda può trattenere dal trattamento di fine rapporto un importo equivalente al periodo di preavviso non rispettato. C'è un solo modo possibile per evitare il preavviso: con un accordo diretto tra azienda e lavoratore. Grazie ad un accordo tra datore e dipendente, infatti, è possibile arrivare alla risoluzione immediata senza chiedere l'indennità dovuta. L'altra circostanza in cui il preavviso non è dovuto riguarda la dimissioni per giusta causa, che vengono presentate in caso di gravi inadempienze da parte dell'azienda nei confronti del lavoratore.
