Sulla possibilità di utilizzare la sigaretta elettronica nei luoghi di lavoro esiste, in realtà, un vero e proprio vuoto normativo. In merito, però, è intervenuto il Ministero del Lavoro che ha fissato due principi cardine.
In merito, in realtà, non c'è da aprire grosse discussioni: che il fumo faccia male è una verità appurata ormai da diversi anni. Non solo fa male ma è, il fumo, tra le principali cause di morte a livello mondiale. Questa attività è in grado di danneggiare numerosi organi ed è tra i fattori di rischio di tante malattie: tra queste troviamo tumori, patologie cardiovascolari, respiratorie e diversi altri problemi.
Sono numerosi, a livello mondiale, i Paesi che applicano leggi restrittive e portano avanti campagne informative sul fumo. Tra questi, ovviamente, c'è l'Italia. La normativa italiana sul divieto di fumo risale al 2003 e, da allora, non ha subito significative variazioni. Col passare di tempo, però, è subentrata la necessità di aggiornarla e adeguarla alle ultime novità, cosa che in realtà non è stata ancora fatta. In molti, ad esempio, si chiedono se sia permesso fumare una sigaretta elettronica sul posto di lavoro. A fornire una risposta in merito ci ha pensato, in un video pubblicato nelle scorse ore, l'avvocato Simona Ferrero.
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Sigaretta elettronica sul lavoro: il quali casi è permessa

L'esperta, nel filmato in questione, ha innanzitutto illustrato il principio cardine della legge 3/2003, quella che all'articolo 51 si occupa della tutela della salute dei non fumatori. Questo articolo dispone, nei locali aperti al pubblico o all'utenza, un divieto di fumo come regola generale. La stessa norma si applica su tutti i luoghi di lavoro, dove è quindi previsto lo stesso divieto di fumo. A proposito della sigaretta elettronica, però, c'è da fare chiarezza: vale, per queste, lo stesso divieto?
La questione, ha spiegato l'avvocato Ferrero, è in realtà di non poco conto. L'intera normativa in materia di divieto di fumo, infatti, si applica esclusivamente ai prodotti a base di tabacco. Le sigarette elettroniche, però, non contengono tabacco. Il legislatore, negli anni, non è mai intervenuto sul tema e sulla questione, quindi, c'è un vero e proprio vuoto normativo. Una risposta vincolante, però, è stata fornita dal Ministero del Lavoro. I principi espressi dal Ministero sono due: il primo è che l'utilizzo della sigaretta elettronica è consentito solo se espressamente previsto e normato nel documento unico di valutazione dei rischi (se, ovvero, c'è stata una specifica valutazione dei rischi e una specifica valutazione a proposito di come utilizzare la sigaretta elettronica all'interno dei locali di lavoro); il secondo è che non deve esserci un espresso divieto da parte dell'azienda: se il datore di lavoro la vieta, infatti, in ogni caso non la si può usare, anche se citata nel suddetto documento.
