Lavoro, si può rifiutare il passaggio da full time a part time? "In un caso è possibile il licenziamento"

Il datore di lavoro può proporre a un dipendente la trasformazione dell'orario da full time a part time, ma quest'ultimo può rifiutare. È legittimo il conseguente licenziamento? Cosa dice la legge.

L'orario di lavoro previsto dai contratti professionali può essere a tempo pieno o parziale. Quella di passare da tempo pieno a tempo parziale è una scelta che, da diversi anni, viene operata da un numero sempre crescente di lavoratori. Questo perché si cerca di trovare il giusto equilibrio nella conciliazione tra vita professionale e privata, per esigenze familiari o personali, per la volontà di procedere a ritmi più lenti.

Trasformare l'orario di lavoro da full time a part time può essere un'operazione più o meno complicata. L'iniziativa può partire dal dipendente o dal datore di lavoro. In questa seconda circostanza, quali sono le conseguenze in caso di rifiuto da parte del dipendente? Ne ha parlato, in un video pubblicato di recente, la dottoressa Eleonora Menesello, consulente del lavoro. Come spiegato da Eleonora, al dipendente è in realtà concessa la possibilità di rifiutare il passaggio da orario a tempo pieno a orario a tempo parziale.

Lavoro, si può rifiutare la trasformazione dell'orario ma in un caso si rischia il licenziamento

Licenziamento dopo il rifiuto di trasformare l'orario di lavoro: è possibile?
Il licenziamento è (quasi sempre) illegittimo. Fonte: Instagram

Il rifiuto da parte del dipendente, dunque, non costituisce motivo di licenziamento. Se, di conseguenza, il datore di lavoro dovesse decidere di licenziare il lavoratore in seguito ad un rifiuto, tale licenziamento sarebbe ritorsivo e quindi illegittimo. Anche la Corte di Cassazione, di recente, ha ribadito questo concetto. Perché il licenziamento sia legittimo, l'azienda è tenuta a dimostrare che la trasformazione dell'orario sia necessaria per motivi o produttivi e che non ci sono altre alternative. Solo ed esclusivamente in questo caso potrebbe essere legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

In tutti gli altri casi, invece, la legge tutela il diritto del lavoratore a mantenere il proprio posto di lavoro a tempo pieno. Rifiutare la trasformazione, dunque, è tra i diritti dello stesso dipendente. Qualora ci si trovasse di fronte ad una proposta di trasformazione dell'orario, è importante sapere che questa deve essere accordata in forma scritta, specificando in modo chiaro e completo le nuove condizioni lavorative riguardanti orario, giorni di lavoro, retribuzioni e tutte le altre novità derivanti dalla trasformazione. È importante ricordare, qualora non si sia intenzionati ad accettare tale trasformazione, che è possibile negoziare con l'azienda le condizioni della stessa trasformazione, in modo da trovare una soluzione in grado di soddisfare tutte le parti in causa.

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