Caffè al ginseng, perché questa bevanda è da evitare: "C'è una credenza totalmente sbagliata"

Sono tante le persone che preferiscono il caffè al ginseng considerandolo una valida alternativa al caffè vero e proprio. Si tratta in realtà di un falso mito: Antonio Anania ha spiegato perché questa bevanda andrebbe in realtà evitata.

Il ginseng è una pianta dalle radici carnose e ramificate i cui innumerevoli benefici le hanno permesso di ottenere il titolo di elisir di lunga vita. Questa pianta, infatti, è da secoli utilizzata nella medicina tradizionale cinese e coreana perché, tra le altre cose, aiuta l'organismo ad adattarsi a situazioni di stress, aumenta la vitalità e la resistenza alla fatica, rafforza il sistema immunitario, protegge il cuore e i vasi sanguigni e ha anche proprietà afrodisiache.

Questa pianta viene utilizzata sotto diverse forme: come radice, sia fresca che essiccata, come tintura madre, in capsule o in polvere. Il suo consumo, soprattutto se eccessivo o prolungato, è legato ad alcuni effetti collaterali: tra questi insonnia, ansia, aumento della pressione sanguigna e disturbi gastrointestinali. Se ci si limita ad un consumo moderato, però, i benefici superano di gran lunga le controindicazioni. Nella nostra cultura, in realtà, questa pianta si è diffusa sotto forma di bevanda, spesso chiamata caffè al ginseng.

 

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Caffè al ginseng, la prima contraddizione riguarda il nome

Caffè al ginseng, cosa contiene realmente la bevanda
Il reale contenuto di ginseng è molto basso. Fonte: Instagram

Non sono poche le persone che, al bar, ordinano un caffè al ginseng preferendolo al vero caffè e ritenendolo una valida alternativa. In merito, però, c'è da fare delle precisazioni su alcuni aspetti. Ci ha pensato, in un video pubblicato di recente, Antonio Anania, kinesiologo, naturopata ed educatore alimentare. Innanzitutto, la stessa denominazione rischia di creare confusione. Non è infatti propriamente corretto chiamarlo caffè: il caffè è quella bevanda ottenuta dai semi tostati della pianta della caffeina, mentre il ginseng è totalmente differente in quanto a composizione, lavorazione ma anche gusto ed effetti. Quella di chiamarla caffè è principalmente una strategia di marketing, in modo da rendere questa bevanda più familiare e appetibile.

Fatta chiarezza sulla denominazione, è poi importante effettuare altre precisazioni. La bevanda al ginseng, di quelle che si trovano comunemente in vendita nei supermercati e nei bar, è in realtà un concentrato di latte in povere, zuccheri, aromi artificiali, addensanti e coloranti. Come spiegato da Antonio Anania, inoltre, il contenuto di ginseng è minimo, ovvero pari allo 0,5%. Per questo motivo, secondo l'esperto, questa bevanda è assolutamente da evitare: con un contenuto di ginseng così basso i benefici sono praticamente nulli, mentre le controindicazioni sono tante. In particolare, ha aggiunto Anania, è da evitare per gli effetti indesiderati sia sull'intestino che sul benessere in generale.

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