Esistono degli orari specifici per le visite domiciliari dell'INPS, per accertare che i lavoratori siano realmente in malattia? Ecco come funziona la reperibilità, e cosa succede in caso di assenza.
All'interno di un contratto di lavoro, vengono disciplinati tutti gli aspetti che riguardano il lavoro stesso, nonché i diritti e i doveri dei lavoratori. Molto importante è la serie di paragrafi dedicata alle malattie. Un lavoratore che, a causa di malattia, sia debilitato o impossibilitato a svolgere correttamente l'attività lavorativa, può chiedere dei giorni di malattia. Per richiedere i giorni di malattia, è necessario sottoporsi a una visita medica, e farsi firmare il certificato di malattia dal medico curante. Sul certificato di malattia, sono indicati i giorni di malattia del lavoratore.
Lo stipendio dei primi tre giorni di malattia non è devoluto dall'INPS ma, se previsto, viene pagato totalmente dall'azienda. A partire dal quarto giorno di malattia, invece, è l'INPS a corrispondere l'indennità malattia, che equivale al 50% della retribuzione media giornaliera. Dal ventunesimo al centottantesimo giorno, invece, l'indennità equivale al 66,66% della retribuzione media giornaliera. Solitamente, l'indennità di malattia viene anticipata dal datore di lavoro, e poi quest'ultimo riceve il conguaglio dall'INPS.
Quando possono arrivare le visite fiscali domiciliari dell'INPS, in caso di malattia? E cosa fare in caso di assenza?
Per evitare assenteismo ingiustificato dal lavoro, e per evitare che un dipendente richieda una malattia unicamente per non lavorare, il datore di lavoro può richiedere all'INPS di effettuare una visita fiscale per accertarsi dell'esistenza della malattia, o queste visite mediche possono essere disposte d'ufficio dall'INPS. In casi più gravi, poi, il datore di lavoro può anche chiedere a un investigatore privato di dimostrare che il lavoratore svolga attività di altro genere, come altre attività professionali, durante il periodo di malattia. A proposito delle visite fiscali dell'INPS, comunque, il lavoratore deve garantire una reperibilità. Come spiegato dal consulente del lavoro Sabrina Grazini, infatti, nel 2023, le fasce orarie di reperibilità per i lavoratori dipendenti in malattia sono state unificate sia per il pubblico, sia per il privato, e sono fissate tra le 10 e le 12 del mattino, e tra le 17 e le 19 del pomeriggio.
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Tutti i giorni, dunque, sia in quelli festivi che in quelli feriali, dunque, i lavoratori devono restare a casa negli orari sopra segnati, per le visite domiciliari dell'INPS. Come spiega Sabrina Grazini, in caso di assenza del lavoratore, invece, quest'ultimo dovrà avere una giustificazione adeguata, e dovrà presentarsi alla visita ambulatoriale, in base all'ora e alla data indicate dall'INPS. Fate attenzione, dunque, a questi orari, e, in caso di assenza, non saltate assolutamente le visite ambulatoriali, per evitare il licenziamento.

