Roma, l'amara sorpresa sullo scontrino del ristorante: "Cosa ci hanno fatto pagare"

Una famiglia si è recata al ristorante per il pranzo di Pasqua, ma solo dopo qualche ora ha fatto l'amara scoperta. Nello scontrino di pagamento è stata inserita una voce insolita: "Un gesto di cattivo gusto, una fregatura per turisti". La segnalazione portata alla luce dall'avvocato Massimiliano Dona.

Sono sempre più numerose le persone che decidono di trascorrere i giorni festivi fuori casa. Soprattutto nelle stagioni più calde, quando le giornate si allungano e le temperature sono senza dubbio più gradevoli, risulta molto piacevole concedersi del tempo lontano all'aria aperta, lontano dalle quattro mura della propria abitazione, per sfuggire alla quotidianità. E, perché no, sostare in un ristorante per concedersi un buon pranzo o una cena.

È quanto fatto dalla famiglia protagonista della spiacevole vicenda che stiamo per raccontare. La storia è stata portata alla luce da Massimiliano Dona, avvocato molto attivo sui social e sempre attento alle vicende riguardanti la tutela dei consumatori. L'avvocato ha pubblicato un messaggio in cui una persona ha spiegato di aver trascorso il pranzo di Pasqua in un ristorante a Roma e, solo successivamente, ha notato nello scontrino di pagamento un'insolita voce. "Ieri, il giorno di Pasqua, ero a Roma con la famiglia. Siamo stati al pranzo al ristorante, eravamo in 3, nel conto finale è stato aggiunto come supplemento per il giorno festivo 8,50€".

Scontrino con amara sorpresa a Roma, il rammarico del cliente

Scontrino Roma, la denuncia dell'avvocato Dona
Lo scontrino pubblicato su Instagram dall'avvocato Massimiliano Dona

Il mittente del messaggio, che ha anche mostrato lo scontrino incriminato in cui è possibile leggere chiaramente l'aggiunta del supplemento da 8,50€, ha spiegato di essersi accorto di questa voce di pagamento soltanto dopo diverse ore. "Sinceramente non avevo visto avvisi né sul meno né tantomeno all'ingresso del locale". In effetti, quella di far pagare un supplemento per la consumazione al ristorante avvenuta durante un giorno festivo, è una pratica decisamente insolita.

Il cliente, di nome Enrico, ha commentato la vicenda con una certa amarezza, definendo la pratica "di cattivo gusto e con sapore di fregatura per turisti". Un modo, insomma, per gonfiare lo scontrino senza offrire alcun servizio aggiuntivo, se non la possibilità di pranzare al ristorante durante un giorno di festa. Possibilità che, attualmente, è offerta da tutti (o quasi), i servizi di ristorazione. Nel ringraziarlo per l'attenzione, il signor Enrico ha chiesto un parere di Massimiliano Dona. Nel mostrare lo scontrino contenente il supplemento per il giorno festivo, l'avvocato ha aggiunto un secco quanto emblematico "che vergogna!".

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