Bonus mamme, scoppia la protesta contro l'INPS: "Così non ha senso", cosa sta succedendo

Molte beneficiare del bonus mamme stanno protestando, in queste ore, contro l'INPS a causa del modo in cui è strutturata la misura, che non apporta sensibili vantaggi alle destinatarie.

A partire dal 2024, è stato introdotto in Italia il cosiddetto "bonus mamme". Si tratta, come previsto dall'ultima legge di bilancio, di un esonero della contribuzione previdenziale per le lavoratrici che hanno almeno 3 figli, fino ad un massimo di 3.000 euro annui. Per il solo 2024, il bonus è attribuito anche alle mamme con due figli.

Il bonus mamme può essere richiesto sia dalle dipendenti del settore pubblico che da quelle del settore privato a tempo indeterminato. Sono escluse le lavoratrici domestiche. Come spiegato dall'INPS nella circolare operativa, le madri in possesso dei requisiti a gennaio 2024 hanno diritto all'esonero dal mese del gennaio: se la nascita del secondo figlio avviene durante l'anno, invece, il bonus sarà riconosciuto dal mese di nascita fino al compimento del decimo anno del bambino. Per il 2025 e il 2026, invece, il beneficio sarà assegnato dalla nascita del terzo figlio e si concluderà con il compimento del 18esimo anno dell'ultimo figlio.

Bonus mamme, il post pubblicato dall'INPS fa scoppiare la polemica

Bonus mamme, protestano le beneficiarie: il motivo
Bonus mamme, il post pubblicato dall'INPS che ha scatenato la protesta delle beneficiarie. Fonte: Facebook

Il bonus mamme non scatta in automatico: per ottenerlo, infatti, è necessario richiederlo rivolgendosi al proprio datore di lavoro. In alternativa, è attesa la messa in funzione di un apposito portale da parte dell'INPS. Nelle scorse ore, intanto, sono stati diramati alcuni dati riguardanti l'agevolazione: finora, circa il 40% delle madri lavoratrici non ha presentato domanda per ottenere la misura, che finora è quindi ritenuta un flop. Al momento, comunque, è ancora possibile richiederla e ottenere anche le mensilità arretrati. Molto probabilmente, la scarsa adesione è dovuta al fatto che la decontribuzione massima, pari a 3mila euro, sia lorda e corrisponda a circa 1.700 euro netti, ovvero 140 euro al mese: un importo, comunque, raggiungibile solo da chi percepisce oltre 27.500 euro lordi di retribuzione annua; per le altre madri, l'importo diminuisce proporzionalmente.

Di recente, tramite la propria pagina Facebook lo stesso INPS ha pubblicato un post riguardante il bonus mamme. In risposta al post, sono arrivati diversi commenti pieni di rabbia da parte di tante beneficiare che lamentano la poca utilità della misura. "Che senso ha se poi sono solo 40 euro in più in busta paga?", ha scritto una donna. "Grande fregatura, dato che poi l'importo viene tassato e la differenza in busta paga è quasi irrisoria". "E ovviamente più lo stipendio è basso, minore è il beneficio", ha scritto Monica. Insomma, così strutturata, la misura rivolte ad alcune madri lavoratrici sta raccogliendo più critiche che favori.

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