Soldi sulla carta di credito, l'avvertimento dell'esperto: "Se superate questa cifra dovrete pagare"

Non superate il limite di 5.000 euro di giacenza media sulla carta di credito, se non volete pagare una tassa: ecco i dettagli.

Negli ultimi decenni, i mezzi di pagamento alternativi al denaro contante hanno acquisito un ruolo centrale nelle transazioni quotidiane. Tra le opzioni più diffuse figurano i bonifici bancari, i pagamenti tramite smartphone (tramite app come Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay), le carte prepagate, i portafogli elettronici e, naturalmente, le carte di credito. Questi strumenti rispondono all’esigenza di velocità, sicurezza e tracciabilità delle operazioni, aspetto sempre più rilevante nell’attuale contesto economico digitale. La carta di credito rappresenta uno dei metodi più utilizzati a livello globale. Questo strumento consente di effettuare acquisti o prelievi posticipando l’addebito sul conto corrente del titolare, generalmente alla fine del mese. Tuttavia, è soggetto a limiti specifici che variano in base alla banca emittente, al profilo del cliente e alla tipologia della carta.

Il primo limite è il plafond, ovvero l’importo massimo spendibile in un determinato periodo, che può variare da poche centinaia a diverse migliaia di euro. Vi è poi il limite sui prelievi di contante, spesso più restrittivo rispetto a quello sugli acquisti, per contenere i rischi legati alle frodi. Inoltre, alcune carte impongono limiti per le transazioni all’estero o online, richiedendo l’attivazione preventiva per ragioni di sicurezza. L’utilizzo responsabile della carta di credito è fondamentale. Oltre ai limiti operativi, i titolari devono considerare i costi associati, tra cui interessi in caso di rateizzazione e commissioni sui prelievi, che possono incidere sensibilmente sulle spese complessive.

Soldi sulla carta di credito: l'avvertimento dell'esperto e la spiegazione

A proposito di limiti collegati alle carte di credito, un noto esperto di finanza e di diritto del lavoro, il dottor Riccardo Onano, ha parlato di una tassa che si applica quando la giacenza media sulla carta di credito supera un certo limite. Si tratta, in particolare, di un'imposta di bollo, che ha il valore di 34 euro e 20 centesimi. Questa tassa, a dir la verità, non viene applicata alla carta di credito in quanto tale, ma al conto che viene aperto, e associato ad una carta. Si paga, cioè, per il conto corrente bancario, e anche per altri conti correnti, come anche quelli collegati alle carte prepagate.


La tassa mensile di 34 euro e 20, dunque, sarà scalata automaticamente dalla banca, qualora la giacenza media annua superasse il limite di 5.000 euro, e i correntisti troveranno automaticamente la cifra sottratta. Naturalmente, evitare di avere più di 5.000 euro sul conto corrente bancario principale è difficile e non è particolarmente consigliato, ma avere questa informazione può essere utile a chi apre anche altri conti correnti, o ha una carta prepagata, come la PostePay, che usa frequentemente. Per evitare di pagare questa tassa su altri conti, dunque, non bisognerà superare la cifra di 5.000 euro. Ricordiamo che la giacenza media annua è il valore medio del saldo di un conto corrente calcolato sull'intero anno, utile per determinare l'ISEE e monitorare la movimentazione finanziaria del titolare.

Carta di credito
L'esperto parla dell'imposta di bollo. (Fonte: Instagram - @riccardo_onano).

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