Esperto rivela cos'è l'arrotondamento e come evitare di pagare qualche centesimo in più, rispetto al prezzo originario del prodotto, nei negozi e nei bar.
Le modalità di pagamento, sia in contanti che tramite carta, rappresentano i pilastri delle transazioni economiche moderne, ciascuna con caratteristiche, vantaggi e limiti specifici. In pagamento in contanti è una delle forme più antiche e dirette di scambio economico. La sua principale forza risiede nella semplicità: nessuna necessità di dispositivi elettronici o connessione internet, rendendolo ideale in aree meno tecnologicamente sviluppate o per piccole transazioni. Inoltre, i contanti garantiscono anonimato, un aspetto apprezzato da chi desidera maggiore riservatezza nelle proprie spese. Tuttavia, l’utilizzo di denaro fisico comporta anche alcuni svantaggi. La gestione e il trasporto dei contanti possono essere rischiosi a causa di furti o smarrimenti. Inoltre, le transazioni in contanti rendono più difficile la tracciabilità, aspetto che può favorire l’economia sommersa.
Le carte di credito, debito o prepagate hanno, invece, rivoluzionato il modo di pagare, soprattutto grazie alla loro comodità e sicurezza. Permettono transazioni rapide, riducono il bisogno di portare grandi somme di denaro e facilitano l’e-commerce. Inoltre, garantiscono maggiore tracciabilità, un elemento utile per il controllo finanziario personale e per contrastare frodi fiscali. Nonostante ciò, le carte richiedono infrastrutture adeguate, come POS o connessione internet, e possono comportare costi aggiuntivi, come commissioni o interessi. Entrambe le modalità di pagamento hanno un ruolo cruciale nell’economia, con la seconda che sta acquistando un ruolo sempre più importante. La scelta tra contanti e carta dipende da fattori come comodità, sicurezza e necessità di tracciabilità, riflettendo la continua evoluzione delle preferenze dei consumatori e delle tecnologie disponibili.
Negozi e bar: ecco come evitare l'arrotondamento e pagare di meno
A proposito del pagamento in contanti, con il decreto legge n°50 del 2017, è stato sospeso il conio delle monete da uno e due centesimi. I costi di produzione di tali monete erano, in effetti, superiori al valore delle stesse, e il loro utilizzo era troppo ridotto per giustificare questo disquilibrio tra costi di produzione e valore delle monete. Sospendendo il conio di queste due monete, è stato introdotto l'arrotondamento nelle attività commerciali, come negozi e bar: ciò significa che il prezzo dei prodotti viene arrotondato al multiplo di 5 più vicino. Qualora un cliente dovesse pagare, ad esempio, 32 euro e 11 centesimi, il costo sarebbe arrotondato per difetto, a 32 euro e 10 centesimi. Qualora, invece, esso costasse 32 euro e 14 centesimi, sarebbe arrotondato per eccesso, a 32 euro e 15 centesimi.
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Un noto esperto di tutela dei consumatori, l'avvocato Massimiliano Dona, ha recentemente discusso di questo argomento sui social. In particolare, l'esperto ha mostrato lo scontrino di alcuni prodotti venduti a 32 euro e 98, e arrotondati a 33 euro: l'arrotondamento viene esplicitato proprio sulla ricevuta fiscale, con il riferimento al suddetto decreto legge. Ma c'è un modo per evitare l'arrotondamento e, conseguentemente, per non dover pagare uno o due centesimi in più rispetto al valore effettivo del prodotto? Ebbene, sì: c'è un solo modo, e cioè quello di pagare con la carta di credito.

Il pagamento con carta non è soggetto ad arrotondamenti, e, dunque, un prodotto costato 32 euro e 98 sarà effettivamente venduto a quel prezzo, e non a 33 euro. In caso contrario, ribadisce l'esperto, con il pagamento in contanti, se vi dovessero far pagare 2 centesimi in più, non vi starebbero imbrogliando, ma starebbero semplicemente seguendo la normativa.
