È ancora possibile guidare l'auto intestata a un altro conducente, oppure la nuova riforma del Codice della Strada ha modificato queste norme? Ecco la risposta e la spiegazione di un noto avvocato.
Dal 14 dicembre 2024, è entrata in vigore la riforma del Codice della Strada, promossa dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, introducendo una serie di innovazioni volte a rafforzare la sicurezza stradale. Le modifiche riguardano diversi ambiti, tra cui le sanzioni per comportamenti pericolosi, le regole per i neopatentati e l’utilizzo dei monopattini elettrici. Un aspetto centrale della riforma riguarda l'inasprimento delle pene per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Le multe sono aumentate, e la sospensione della patente può essere prolungata in base alla gravità dell’infrazione. Per chi supera il tasso alcolemico di 0,8 grammi per litro, sarà obbligatorio installare un dispositivo "alcolock" sul proprio veicolo, che impedisce l’avvio del motore se viene rilevata la presenza di alcol.
Ci sono novità rilevanti anche per i neopatentati: il periodo durante il quale si applicano le limitazioni è stato, infatti, esteso da uno a tre anni. In questo arco di tempo, sarà vietato guidare veicoli con una potenza superiore a 75 kW per tonnellata, con un tetto massimo di 105 kW. Sul fronte della tecnologia, la riforma introduce misure più severe per l’uso del cellulare alla guida. Le multe ora variano tra 250 e 1.000 euro, con la sospensione della patente già alla prima infrazione, per un periodo che può arrivare a 60 giorni. L’obiettivo è disincentivare comportamenti che distraggono il conducente e mettono in pericolo tutti gli utenti della strada.
Codice della strada: la riforma cambia qualcosa sulla guida dell'auto di un altro conducente?
Come accade con tutte le riforme, alcune norme del Codice della Strada sono state modificate o integrate da nuove, mentre altre sono rimaste esattamente come prima. Un noto esperto di diritto penale, l'avvocato italiano Giuseppe Di Palo, sottolinea che non è stato cambiato nulla per quanto riguarda la guida di un'auto intestata a un altro conducente. Le norme vigenti precedentemente su questo argomento, dunque, restano le stesse: per questo, è ancora possibile guidare l'auto intestata a un'altra persona, ma occorre rispettare alcune specifiche regole. Il punto fondamentale, sottolinea l'esperto, è la distinzione tra un uso occasionale e un uso abituale del veicolo. Si parla di uso abituale quando si superano i 30 giorni consecutivi. Superato questo limite, bisognerà richiedere la registrazione del nominativo di chi usa abitualmente l'auto.
Il nominativo comparirà, naturalmente, sulla carta di circolazione del veicolo. Questa norma e questo adempimento servono a garantire la trasparenza e la sicurezza stradale, permettendo una chiara identificazione di chi effettivamente stia utilizzando il veicolo. È importante sapere, continua l'esperto, che per i familiari conviventi, la registrazione dell'altro nominativo non è necessaria. E cosa succede, ai fini assicurativi, se il conducente al quale non è intestata l'auto provoca un danno al veicolo? Questo dipende solo e unicamente dalla polizza assicurativa. Vi sono polizze che coprono i danni causati da qualsiasi conducente, e polizze che coprono solo quelli causati da chi ha l'auto intestata. Le conseguenze, dunque, dipenderanno dalla polizza scelta.

