Negli ultimi giorni, si sta diffondendo una notizia su delle nuove tasse e, in particolare, su un'imposta che verrà applicata al libretto di circolazione auto: ma quanto c'è di vero in questa notizia? I dettagli e la spiegazione del noto avvocato.
In Italia, il possesso e l’utilizzo di un’automobile comportano l’obbligo di sostenere alcune imposte e tasse, previste dal Codice della Strada e dalla legislazione fiscale. Questi costi sono fondamentali per contribuire alla manutenzione delle infrastrutture stradali e per il controllo delle emissioni inquinanti, oltre che per garantire il rispetto delle normative sulla circolazione. Tra le principali imposte c’è il bollo auto, una tassa annuale di proprietà dovuta per il solo possesso del veicolo, indipendentemente dal suo utilizzo. Il calcolo del bollo si basa sulla potenza del veicolo, espressa in kilowatt, e sul livello di emissioni inquinanti (classe ambientale). I veicoli meno inquinanti, come quelli ibridi ed elettrici, spesso godono di esenzioni o riduzioni. La gestione di questa imposta è di competenza regionale, e le scadenze possono variare da una regione all'altra.
Un altro onere è la tassa di immatricolazione, applicata una tantum al momento dell’acquisto di un veicolo nuovo o dell’importazione di un’auto dall’estero. Questo costo varia a seconda della cilindrata e delle caratteristiche del veicolo. Oltre alle imposte dirette, chi utilizza l’auto paga i pedaggi autostradali e le accise sui carburanti, che contribuiscono a finanziare le infrastrutture e le politiche energetiche. Le accise rendono il carburante una delle voci di spesa più elevate per gli automobilisti. Questi tributi, sommati alle eventuali multe e sanzioni per violazioni del Codice della Strada, rappresentano un aspetto rilevante del costo complessivo legato alla mobilità privata.
Tasse: è in arrivo una nuova imposta sul libretto di circolazione auto? Ecco la risposta
A proposito di tasse sulle auto, negli ultimi tempi si sta parlando di una possibile nuova imposta, che dovrebbe essere applicata sul libretto di circolazione. Le voci, sempre più insistenti negli ultimi giorni, fanno riferimento alle recenti modifiche del Codice della Strada, e alla possibilità di introdurre anche questa novità. Ma sono voci vere? Assolutamente no: a smentire la notizia è stato, infatti, un noto avvocato italiano. Angelo Greco, celebre esperto di diritto, ha, in effetti, spiegato che non esiste alcuna nuova imposta di 25 euro sul libretto di circolazione delle nostre auto. Con il nuovo Codice della Strada, ha continuato l'avvocato, sono state modificate molte sanzioni, ma non i comportamenti che i conducenti devono tenere: ciò significa, quindi, che non c'è nulla di nuovo da pagare.
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Una tassa sulla circolazione, però, già esiste e deve essere pagata dalle persone che danno in comodato, e cioè in prestito, la propria auto a soggetti, diversi dai familiari e dai conviventi, per più di 30 giorni. Chi lo fa deve annotare il cambio alla motorizzazione e deve pagare un contributo, il quale, però non vale 25 euro ma solo 10 euro. Questa norma era, però, già prevista e rimane invariata.

