Tra le varie norme che tutelano i figli, ce ne sono anche diverse che vietano alcuni comportamenti ai genitori, ritenuti sbagliati: un noto avvocato rivela, in particolare, tre cose che la legge vieta di fare ai genitori. Una di queste era ritenuta corretta anni fa.
Dal punto di vista giuridico, i genitori rivestono un ruolo centrale all’interno del diritto di famiglia. La loro figura è regolamentata da norme che stabiliscono diritti e doveri reciproci all’interno del nucleo familiare, sia tra loro che nei confronti dei figli. La Costituzione italiana, all’articolo 29, riconosce la famiglia come una società naturale fondata sul matrimonio, ma i genitori sono tutelati e disciplinati anche in altre forme familiari, incluse le unioni non matrimoniali. Le norme garantiscono la loro autonomia nelle scelte educative e nella gestione del patrimonio familiare, ma richiedono il rispetto dei doveri fondamentali nei confronti dei minori.
Il rapporto genitori-figli, in particolare, è uno degli ambiti più approfonditi nel diritto italiano. La legge attribuisce ai genitori la responsabilità genitoriale, che include il dovere di mantenere, educare, istruire e assistere moralmente i figli fino al raggiungimento dell’autosufficienza economica. Tale responsabilità non si limita all’infanzia, ma può estendersi anche all’età adulta, qualora il figlio si trovi in condizioni di necessità. Il Codice Civile stabilisce che entrambi i genitori, indipendentemente dallo stato civile, hanno pari diritti e doveri nei confronti dei figli. Inoltre, in caso di separazione o divorzio, il principio dell’affido condiviso garantisce che entrambi possano partecipare attivamente alla vita dei figli, nel rispetto del loro interesse superiore.
Genitori: ecco le 3 cose che la legge gli vieta di fare
Ci sono diversi comportamenti, in generale, che i genitori non devono avere con i figli. Questi, infatti, possono essere puniti in maniera più o meno grave. In questo articolo, in particolare, parleremo di tre cose che i genitori non dovrebbero fare, e che possono essere punite penalmente. A rivelarle è stato un noto esperto di diritto penale, l'avvocato Giuseppe Di Palo. La prima è una cosa che, fino a diversi anni fa, era consentita: parliamo dello 'schiaffo correttivo'. Per diverso tempo, spiega l'esperto, quella dello schiaffo era considerata una punizione accettabile: ora, invece, con l'evoluzione della società e delle norme, questa forma di punizione, pur se finalizzata a correggere un atteggiamento sbagliato del figlio, non è più consentita, e chi lo fa, commette un reato.
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La seconda cosa riguarda le punizioni correttive: l'avvocato spiega che, per essere consentite, le punizioni devono rispondere a due criteri. Prima di tutto, devono essere necessarie, quando il figlio assume comportamenti sbagliati, e poi devono essere proporzionate alla violazione di comportamento. Ciò significa che atteggiamenti che, anche se singolarmente presi possano essere ritenuti leciti, fuori da queste regole possono portare a reati di abuso di mezzi di correzione o addirittura al reato di maltrattamento in famiglia. Infine, l'avvocato rivela che non si può impedire ai nonni di vedere i figli, anche in caso di separazione: la giurisprudenza ritiene, in effetti, il rapporto con i nonni un valore per i bambini, e ciò può essere impedito solo di fronte a circostanze specifiche e particolarmente gravi.

