C'è chi non consuma i cachi o loti perché possono avere effetti astringenti: questo può essere corretto, però il loro effetto astringente può essere annullato, e ci sono alcune tipologie di loti che non sono mai astringenti. Un noto esperto rivela quali.
I cachi, noti anche come loti, sono tra i frutti simbolo dell’autunno. Originari dell’Asia orientale, ma ampiamente diffusi in Italia, questi frutti si distinguono per il loro sapore dolce e la consistenza morbida, che li rendono un alimento irresistibile per molti. Dal punto di vista nutrizionale, i cachi sono un’importante fonte di energia naturale grazie al loro elevato contenuto di zuccheri semplici, che li rende ideali per un rapido apporto calorico. Ricchi di acqua, fibre e antiossidanti come i carotenoidi e i polifenoli, i cachi favoriscono la salute intestinale, il benessere della pelle e la protezione contro i danni cellulari causati dai radicali liberi. Contengono anche una buona quantità di vitamina C, che sostiene il sistema immunitario, e minerali come il potassio, utile per la salute cardiovascolare e il mantenimento dell’equilibrio idrico nell’organismo.
Oltre a fornire energia e nutrienti, i cachi hanno un effetto lassativo naturale grazie alla loro ricchezza di fibre. Questo li rende particolarmente utili per chi soffre di stitichezza o vuole favorire una digestione regolare. Versatili in cucina, possono essere consumati freschi, in macedonie o trasformati in marmellate e dolci. Grazie al loro profilo nutrizionale e al gusto unico, i cachi rappresentano un alleato prezioso per il benessere durante i mesi autunnali.
Cachi: ecco come evitare i possibili effetti astringenti
Abbiamo parlato di effetti lassativi dei cachi, ma non abbiamo detto che questi effetti, solitamente, sono collegati ai cachi maturi. Per diversi motivi, quali la presenza di tannini, molti cachi acerbi hanno la proprietà opposta: sono, cioè, astringenti. Diverse persone, dunque, non consumano questi frutti per gli effetti astringenti. Un noto esperto di alimentazione, l'agronomo Daniele Paci, ha, in effetti, spiegato che, fin quando sono acerbi, diversi tipi di cachi contengono sostanze polifenoliche che tendono a legarsi alle proteine della saliva, che rendono lubrificata la nostra bocca, inattivandole. Questo ci fa sentire la bocca secca e pastosa, e ha effetti astringenti. Basta, però, far maturare correttamente il cachi e non sarà più astringente. Per accelerare questa maturazione, consiglia l'esperto, basterà mettere vicina una mela o una banana, o addirittura una mela bacata: questi frutti accelereranno la maturazione del loto.
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Inoltre, l'esperto ha rivelato che ci sono delle tipologie di cachi che non sono mai astringenti. Esse sono due: i cachi mela e i cachi vaniglia. Questi non saranno mai astringenti, ma, avverte l'esperto, conviene sempre aspettare che maturino, prima di mangiarli: pur non essendo astringenti, infatti, i cachi mela o vaniglia acerbi contengono amidi che devono ancora essere trasformati in zuccheri semplici. Se si aspetta che maturino, quindi, questi diventeranno più dolci e, perciò, più buoni.

