Non è sempre necessaria, ma ci sono dei casi in cui, per la vendita di oggetti usati sulle piattaforme online, può servire la partita IVA: un noto commercialista spiega quali.
La partita IVA è uno strumento fondamentale per chiunque svolga un'attività economica in modo abituale e continuativo. Si tratta di un codice identificativo unico attribuito dall'Agenzia delle Entrate a professionisti, imprese e lavoratori autonomi, che consente di operare legalmente nel contesto commerciale e fiscale italiano. Avere una partita IVA significa essere in regola con il fisco, poter emettere fatture e adempiere agli obblighi di dichiarazione dei redditi, IVA e altre imposte. Questo sistema è pensato per garantire trasparenza e controllo, ma comporta anche oneri amministrativi come la tenuta della contabilità e il rispetto di scadenze fiscali precise.
La partita IVA può servire in diversi casi, a seconda della natura dell’attività svolta. È indispensabile per chiunque decida di aprire un negozio, avviare un’attività artigianale o lavorare come libero professionista in settori regolamentati, come consulenza, design o formazione. È richiesta anche per collaborazioni continuative con aziende o clienti privati, quando il lavoro è organizzato in maniera autonoma. Inoltre, può diventare necessaria in alcune situazioni legate al commercio online, come la gestione di un e-commerce o la vendita di beni e servizi su piattaforme digitali. Anche chi vende oggetti usati potrebbe, in determinati casi, dover avere una partita IVA per operare legalmente. È importante sapere che esistono specifiche normative che regolano queste attività, e rivolgersi a un commercialista o esperto fiscale è fondamentale per valutare se e quando sia necessario aprirne una.
Vendita di oggetti usati: ecco quando è necessaria la partita IVA
A proposito della vendita di oggetti usati su piattaforme online come Vinted o Wallapop, ci sono dei casi in cui può essere necessario aprire una partita IVA per vendere questi articoli. Un noto commercialista ed esperto, il dottor Massimiliano Allievi, ha spiegato quali sono i casi in cui è necessario farlo. In particolare, l'esperto ha spiegato che la necessità di aprire una partita IVA dipende da cosa si vende e, secondariamente, dal fine dell'attività. Se il fine dell'attività è quello di aprire un'attività commerciale, e questa viene espletata acquistando degli articoli, come per esempio dei capi d'abbigliamento, e poi rivendendogli, allora sarà necessaria la partita IVA: questo, perché il fatto di comprare dei vestiti per rivenderli è considerato un'attività imprenditoriale.
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L'esperto spiega che ogni qual volta si apre un'attività imprenditoriale, che sia svolta in un luogo fisico, oppure tramite il computer, c'è sempre la necessità di farsi una partita IVA. Non sarà, invece, necessario chiederla quando i vestiti vengono venduti soltanto per liberare spazio, perché non vengono più usati: in questo caso, spiega l'esperto, non si tratterà di un'attività imprenditoriale. Questo, perché il fine ultimo non è quello di guadagnare, rispetto al costo di acquisto del capo, ma semplicemente di dismettere le proprie cose, vendendole a un prezzo più basso di quello originario. Non essendo un'attività imprenditoriale, spiega l'esperto, non servirà una partita IVA.

