Attenzione a questo avviso sui portachiavi: esperto segnala una truffa 'doppia', i dettagli

Attenzione alla truffa del portachiavi: si tratta di una 'frode nella frode', dato che segnala una truffa, in realtà non esistente. La particolare segnalazione dell'avvocato.

Le truffe non sono un fenomeno recente; esistono da quando esistono gli scambi e le relazioni umane. Già nell’antichità, individui astuti sfruttavano l’ingenuità altrui per ottenere denaro, beni o vantaggi personali. Documenti storici parlano di mercanti disonesti che vendevano merce contraffatta o ingannavano i clienti sul peso dei prodotti. Le truffe si adattavano ai contesti: dall’epoca romana, con il famoso “vasa vaccua” (vasi vuoti venduti come pieni), al Medioevo, con i finti monaci che chiedevano elemosine per cause inesistenti. Con l’avvento della modernità, le truffe hanno ampliato il loro raggio d’azione. Nel XIX secolo erano comuni gli schemi piramidali e i venditori di "pozioni magiche". Nel XX secolo, le telefonate truffaldine e i falsi investimenti hanno fatto numerose vittime.

Oggi, con l’era digitale, le truffe hanno raggiunto un nuovo livello di sofisticazione. Email di phishing, finti siti di e-commerce e frodi legate alle criptovalute sono solo alcune delle modalità usate per sottrarre dati sensibili e denaro. I truffatori sfruttano tecnologie avanzate e psicologia per ingannare anche le persone più attente. Questa evoluzione sottolinea un aspetto importante: le truffe non scompariranno mai, ma continuano a trasformarsi. La consapevolezza e l’educazione rimangono le migliori difese per proteggersi da questi raggiri, sia tradizionali che moderni. A proposito di consapevolezza, un noto avvocato italiano ha segnalato, recentemente, una 'doppia truffa', riguardante un fantomatico avviso su dei portachiavi.

Truffa del portachiavi: attenzione alla segnalazione dell'esperto

Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, ha, in particolare, segnalato che di recente, è tornata a fare il giro dei social una foto che avvisa del rischio legato ai portachiavi regalati da sconosciuti. Stando a quanto riportato nel messaggio, questi oggetti nasconderebbero microchip utilizzati da criminali per monitorare e seguire le vittime fino a casa. La fonte indicata nel testo fa riferimento, in modo generico, alla "Questura". Questo messaggio, spiega l'esperto, è completamente falso e privo di fondamento: non esistono, infatti, portachiavi di questo tipo. È una 'doppia truffa', perché l'avviso fa riferimento a una truffa ma, in realtà, è esso stesso un falso.

 

Dona ha, in effetti, spiegato che l'Associazione ASCOM, e cioè l'Associazione dei commercianti che, secondo il finto comunicato, avrebbe diffuso la notizia, ha smentito l'avviso e ha dichiarato di non averlo mai diffuso. Si tratta, in realtà, di un truffatore che si è firmato a nome dell'ASCOM, pur non essendo per nulla collegato a quest'associazione. Dona spiega che queste false notizie diventano virali per diffondere un senso di allarmismo che, paradossalmente, depotenzia l'attenzione del consumatore: chi ha paura di tutto, sottolinea l'esperto, potrebbe, infatti, fidarsi, forse, di qualcuno che offre una soluzione rassicurante (ma falsa). Infine, spiega l'avvocato, questa notizia, se guardata bene, fa leva su due elementi che possono sembrare credibili, pur non essendolo: i truffatori provenienti dall'est europeo e il tema del controllo nei nostri spostamenti. Per fortuna, però, non c'è da credere a questa cosa: diffidate, dunque, dell'avviso.

Portachiavi truffa
Il fantomatico avviso della truffa dei portachiavi, in realtà falso esso stesso. (Fonte: Instagram - @massimilianodona).

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