È possibile richiedere il cambio di residenza, anche con un contratto di affitto di un solo anno? Ecco cosa prevede la legge, secondo le parole dell'avvocato.
Il cambio di residenza è una procedura regolamentata in modo chiaro dal Codice Civile Italiano, che ne disciplina gli aspetti fondamentali per garantire ordine e tracciabilità. La residenza, definita dall’articolo 43 del Codice Civile, corrisponde al luogo in cui una persona stabilisce la propria dimora abituale. Questo concetto è centrale nella normativa, poiché la residenza influisce su diversi ambiti, come il pagamento delle imposte, la scelta del medico di base, l’iscrizione scolastica e i diritti elettorali.
Secondo il Codice, ogni cittadino ha l'obbligo di dichiarare il trasferimento della propria residenza al Comune di nuova destinazione. Questo adempimento deve avvenire entro 20 giorni dal cambio effettivo di dimora. La dichiarazione, una volta presentata, avvia un iter amministrativo che comprende la verifica da parte della Polizia Municipale per confermare la reale presenza del dichiarante all’indirizzo indicato. La mancata comunicazione del cambio di residenza comporta conseguenze rilevanti, come l’impossibilità di accedere a servizi pubblici locali o problemi legati alla corrispondenza ufficiale. In un contesto di crescente mobilità, conoscere i dettagli normativi sul cambio di residenza è essenziale per garantire il rispetto della legge e semplificare la propria vita amministrativa.
Cambio di residenza: ecco se si può richiedere per un contratto di locazione di un solo anno
In merito al cambio di residenza, possono sorgere diversi interrogativi. Uno di questi, è quello che ha presentato Angelo Greco, un noto avvocato italiano ed esperto di diritto. In particolare, l'esperto ha presentato il quesito di un suo follower: è possibile spostare la residenza in una casa, per chi ha firmato un contratto di affitto di un solo anno? La risposta, spiega l'avvocato, è intuitiva: la residenza, in effetti, va fissata dove una persona dimora abitualmente. Questo, dunque, significa che non conta la durata del contratto di locazione: non conta, cioè, se per tale contratto è usata la formula 4+4, 3+2, o se i contratti, come in questo caso, sono transitori.
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Se, cioè, si abita in maniera fissa in un determinato appartamento, si ha tutto il diritto di fare il cambio di residenza. Per farlo, continua l'avvocato, bisogna, però, portare la copia del contratto al Comune. Dall'altra parte, invece, bisogna ricordarsi che non si può stabilire una residenza di comodo dove non si vive: questo, conclude il legale, perché ciascuno di noi ha l'obbligo di essere reperibile, e perché una falsa dichiarazione nei registri dell'Anagrafe Civile costituisce reato di falso in atto pubblico. Per questo reato, previsto nell'articolo 483 del Codice Penale, è prevista anche la pena di reclusione, fino a due anni.

