Quello per la donazione del sangue è uno dei permessi speciali, per i quali si può avere una giornata di riposo retribuita al lavoro, che non viene scalata dai giorni di ferie accumulati. Ma devono sussistere due requisiti, perché il permesso sia considerato valido: ecco i dettagli.
I permessi al lavoro rappresentano un diritto fondamentale per i lavoratori italiani, consentendo loro di assentarsi temporaneamente dal posto di lavoro senza perdere la retribuzione. Questi permessi possono essere legati a diverse necessità, come motivi personali, familiari o sanitari, e sono regolati sia dalla normativa nazionale che dai contratti collettivi di settore. Tra i permessi più comuni si annoverano quelli per malattia, maternità, lutto e assistenza ai familiari disabili (come definiti dalla Legge 104/1992).
Oltre ai permessi ordinari, esistono permessi speciali che rispondono a situazioni particolari. Un esempio significativo è il permesso per la donazione del sangue, previsto dalla normativa italiana e volto a incentivare un gesto di solidarietà essenziale per il sistema sanitario. Secondo l'articolo 8 della Legge n. 219/2005, i lavoratori che donano sangue hanno diritto a un giorno di riposo retribuito. Questo giorno consente al donatore di recuperare le forze senza subire una riduzione dello stipendio. Tale permesso, quindi, non solo garantisce la tutela del benessere del lavoratore, ma incentiva anche comportamenti virtuosi e solidali, sostenendo un equilibrio tra vita professionale e contributo alla comunità. I datori di lavoro sono tenuti a rispettare questi diritti, contribuendo così alla creazione di un ambiente di lavoro equo e socialmente responsabile.
Permesso per la donazione del sangue a lavoro: esperta rivela come funziona e quali errori non commettere
Affinché il donatore di sangue possa chiedere una giornata di permesso, però, devono sussistere due requisiti. A rivelarli, è stata una nota espetta di diritto del lavoro e consulente del lavoro, la dottoressa Sabrina Grazini. Il primo requisito riguarda la quantità di sangue: devono essere donati, infatti, almeno 250 grammi di sangue. Il secondo requisito, invece, riguarda le strutture presso le quali si dona il sangue: non bisogna, dunque, mai commettere l'errore di donare il sangue presso una struttura, mobile o fissa, che non sia riconosciuta dal Ministero della Salute. Solo le donazioni effettuate presso strutture riconosciute dal Ministero della Salute, infatti, sono valide e possono permettere al dipendente di chiedere una giornata di permesso retribuita.
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Prima di beneficiare del permesso, spiega ancora l'esperta, il lavoratore deve concordare, con il datore di lavoro, la data in cui intende effettuare la donazione. I termini di preavviso sono descritti all'interno dei rispettivi Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. Dopo aver usufruito del permesso, infine, il dipendente deve consegnare al datore di lavoro il certificato medico contenente i suoi dati anagrafici, la data e l'ora in cui è stato effettuato il prelievo, il quantitativo di sangue donato e la sede in cui è stata fatta la donazione: non commettete l'errore di dimenticare questi dettagli, dunque, perché un certificato medico non completo potrebbe inficiare la validità del permesso.

