Arrivano importanti novità per gli influencer: ecco cosa cambierà nella normativa italiana, soprattutto in merito alla pubblicità.
Nel panorama digitale italiano, gli influencer sono ormai figure centrali nella comunicazione e nel marketing. Dai viaggi ai cosmetici, passando per moda, fitness e tecnologia, i content creator hanno la capacità di influenzare milioni di persone con un semplice post o una storia sui social media. Questa popolarità ha attratto l’attenzione non solo dei marchi, desiderosi di sfruttare il potere degli influencer per promuovere i propri prodotti, ma anche delle autorità di regolamentazione. Infatti, una parte significativa dei guadagni degli influencer proviene dalla pubblicità, spesso presentata sotto forma di contenuti sponsorizzati. Tuttavia, non sempre queste collaborazioni vengono dichiarate in modo trasparente. Quando la pubblicità diventa occulta, si infrangono le normative italiane sulla trasparenza e sul diritto del consumatore a sapere quando un contenuto è sponsorizzato.
Negli ultimi anni, le autorità italiane hanno cercato di regolare questo settore, imponendo norme più rigide per garantire che i post sponsorizzati siano chiaramente riconoscibili. Ora, però, si prospettano nuove regole che potrebbero cambiare radicalmente il modo in cui i creator devono comportarsi. Un noto esperto di tutela dei consumatori, l'avvocato Massimiliano Dona, ha, recentemente, rivelato tutte le novità che riguardano il mondo degli influencer. In particolare, ha spiegato come le regole saranno più stringenti, al fine di garantire maggior trasparenza.
Pubblicità: ecco come cambiano le regole per gli influencer, e cosa dovranno fare da ora in poi
Il presidente dell'Unione Nazionale dei Consumatori ha, in particolare, spiegato che arrivano nuove norme sull'Influencer Marketing. Lo IAP - Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria ha, infatti, aggiornato le sue linee guida, perché c'erano diverse situazioni ambigue. Nel caso in cui quali gli influencer abbiano contratti con il brand, spiega l'esperto, se si sta promuovendo un servizio o un prodotto, è chiaro che si debba etichettare con gli hashtag della trasparenza (es.: "Prodotto fornito da" o "Pubblicità"). Le nuove norme hanno, però, regolato i casi ambigui, in cui gli influencer non hanno veri e propri contratti con i brand. Casi in cui, cioè, vengano 'solo' invitati a eventi, o anche a pranzi o cene, ma con scopi pubblicitari. Ebbene: da ora in poi, anche in quei casi, pur in assenza di contratti specifici, i content creator italiani dovranno inserire gli stessi hashtag. E specificare che si tratta, in ogni caso, di pubblicità.
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Inoltre, spiega l'esperto, le norme diventano più stringenti anche sull'autopromozione. Se è chiaro, infatti, che un influencer promuova un prodotto realizzato da lui (come un libro o una canzone), non è obbligato a scrivere gli hashtag di trasparenza. Dato che, in questo caso, si tratta di un prodotto suo. Se, però, l'influencer fosse il titolare di un brand, che porta un nome diverso da lui, anche in quel caso, da ora in poi, il contenuto andrà etichettato con l'hashtag della trasparenza. Questo, conclude l'esperto, perché tutti, anche coloro che non sanno che il content creator è anche un imprenditore e titolare di un brand, devono capire che stia facendo pubblicità.

