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Cosa succede se, durante un controllo di polizia, ci si ritrova sprovvisti di documenti d'identità. Gli agenti possono accompagnarti in commissariato, ma solo per dei motivi stabiliti dalla legge. L'avvocato spiega quando questa eventualità è possibile.
La domanda riguardante cosa accada se ci si trova senza documenti d’identità durante un controllo di polizia può sorgere facilmente, e la risposta breve è sì: in determinate circostanze, la polizia ha il potere di accompagnare una persona in commissariato. Questo scenario è regolato dalla legge italiana, in particolare dall'articolo 349 del Codice di procedura penale e dall'articolo 11 del Decreto Legge 59 del 1978. Tali normative stabiliscono le situazioni in cui le forze dell’ordine sono autorizzate a trattenere una persona per identificarla, quando essa rifiuti di collaborare o fornisca false informazioni sull'identità. Ne ha parlato, in un video pubblicato di recente, l'avvocato Giuseppe Di Palo.
Sebbene possa sembrare un’azione drastica, nella pratica il ricorso all’accompagnamento in commissariato è limitato e avviene in casi specifici, come la mancata collaborazione o quando ci siano fondati sospetti sulla veridicità dei dati forniti. È importante quindi sapere quali sono i propri diritti e obblighi in queste situazioni per evitare incomprensioni o conseguenze indesiderate durante un controllo.
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Fermato senza documenti, quando la polizia può accompagnarti in commissariato?

Il Codice di procedura penale, all'articolo 349, descrive le circostanze in cui le forze dell'ordine possono procedere con l’accompagnamento al commissariato. In sintesi, se una persona fermata per un controllo rifiuta di fornire le proprie generalità o sembra intenzionata a farlo in modo falso o confuso, la polizia ha la facoltà di portarla in ufficio per procedere con l’identificazione. Tale misura è considerata un modo per garantire la sicurezza e prevenire atti di elusione da parte di individui che non vogliono farsi identificare. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, se una persona è collaborativa e fornisce informazioni anche senza un documento fisico a portata di mano, il controllo si risolve in modo pacifico e senza necessità di ulteriori azioni.
L’importanza del Decreto legge 59 del 1978
L'articolo 11 del Decreto Legge 59 del 1978 rafforza il potere della polizia in merito alla verifica dell'identità delle persone in determinate circostanze. Questo decreto stabilisce che, oltre ai casi di rifiuto o false dichiarazioni, la polizia può accompagnare una persona nei propri uffici quando sussistono dubbi sulla sua identità. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che tali provvedimenti sono presi con criterio, generalmente solo quando le forze dell'ordine hanno ragionevoli motivi per sospettare di comportamenti poco chiari. In mancanza di questi elementi, l'accompagnamento al commissariato è raro e si privilegia sempre una risoluzione più semplice sul luogo del controllo.
Cosa succede in pratica durante i controlli di polizia se non si hanno i documenti?
Nei normali controlli stradali o di sicurezza, gli agenti tendono a essere tolleranti quando una persona non ha il documento d’identità fisico con sé, purché la persona si dimostri collaborativa e fornisca correttamente le proprie generalità. In genere, il controllo può essere gestito verificando i dati dichiarati attraverso la banca dati centrale. Se non sorgono sospetti o discrepanze, il controllo si conclude velocemente, e l’individuo può proseguire senza inconvenienti. È solo in situazioni in cui emergono incongruenze o la persona si mostra reticente che può essere deciso un accompagnamento al commissariato per chiarire l'identità.
Consigli pratici per evitare complicazioni
Per evitare qualsiasi tipo di problema, è consigliabile avere sempre con sé un documento d’identità valido, sia esso la carta d'identità, la patente o il passaporto, in modo da facilitare il controllo. In caso non si disponga del documento, la cosa migliore è rimanere calmi, collaborare e rispondere con chiarezza alle domande poste dagli agenti. Avere un atteggiamento rispettoso e dimostrare disponibilità può evitare spiacevoli incomprensioni e ridurre al minimo il rischio di dover seguire gli agenti al commissariato.
