Stanno arrivando 3.600 euro sui conti correnti di 1,2 milioni di italiani: controlla subito se sei tra questi

Nelle ultime settimane, migliaia di italiani stanno cercando informazioni sull'accredito di 3.600 euro atteso sui conti correnti. Non si tratta di una voce di corridoio: secondo il Report INPS di marzo 2026, oltre 1,2 milioni di conti riceveranno o hanno già ricevuto questa somma, erogata nell'ambito di pensioni, bonus e indennità governative. Chi ancora non ha visto comparire il bonifico può stare relativamente tranquillo: i ritardi medi oscillano tra i 7 e i 15 giorni per circa il 40% dei beneficiari.

Chi riceve i 3.600 euro di marzo 2026: pensioni, invalidità e bonus famiglia

La platea dei beneficiari è ampia e variegata. Il gruppo più numeroso riguarda i percettori della Pensione di Cittadinanza, circa 450.000 nuclei familiari che riceveranno 3.600 euro netti come arretrati per il periodo ottobre 2025-febbraio 2026, rivalutati del 3,2% secondo l'indice ISTAT. Gli accrediti procedono per fasce in base al codice fiscale: chi ha iniziale A o B ha già ricevuto o sta ricevendo il pagamento in questi giorni, mentre i codici dalla G alla Z dovranno attendere fino ai primi di aprile.

Il secondo gruppo è quello dei disabili gravi e percettori dell'indennità di accompagnamento: circa 650.000 persone alle quali spettano 3.600 euro lordi come rata semestrale per il primo semestre 2026, più il conguaglio dell'anno precedente. La novità rispetto al passato è un aumento del 5% legato all'inflazione, introdotto con la Gazzetta Ufficiale n.45 del 2026. Tuttavia, circa 120.000 accrediti risultano temporaneamente bloccati dagli istituti bancari per i controlli antiriciclaggio previsti dal decreto legislativo 231 del 2007: una soglia superiore ai 3.000 euro impone verifiche KYC (Know Your Customer) che rallentano l'operazione.

C'è poi la componente familiare: circa 180.000 famiglie con figli under 3 e ISEE inferiore ai 15.000 euro stanno ricevendo i 3.600 euro relativi all'Assegno Unico Universale per tutto il 2025, erogati in un'unica soluzione. Alcuni accrediti sono stati rallentati da ricorsi al TAR sulla certificazione ISEE, con sentenza del 12 marzo 2026 che ha creato code burocratiche. A completare il quadro, circa 90.000 lavoratori agricoli riceveranno tra il 22 e il 28 marzo la loro quota pensionistica contributiva semestrale, anch'essa pari a 3.600 euro netti.

Perché l’accredito da 3.600 euro non è ancora arrivato: le cause dei ritardi

I motivi di ritardo sono sostanzialmente tre. Il primo, già citato, riguarda i blocchi bancari antiriciclaggio: secondo il Bollettino di marzo 2026 della Banca d'Italia, il 25% degli accrediti è temporaneamente fermo per verifiche obbligatorie sugli istituti aderenti all'ABI. Il secondo problema è più tecnico: dall'1 marzo 2026 è entrata in vigore la migrazione al protocollo SEPA 3.0, che ha generato errori informatici su alcune piattaforme bancarie, in particolare su BNL e Poste Italiane. Il terzo fattore riguarda i disallineamenti anagrafici: circa il 15% delle pratiche bloccate all'INPS presenta dati non corrispondenti tra codice fiscale, IBAN e anagrafica del beneficiario.

Cosa fare se il bonifico INPS da 3.600 euro non è ancora arrivato

Il primo passo è sempre verificare l'estratto conto o l'app della propria banca, controllando anche i movimenti in entrata con valuta futura. Se il pagamento non risulta nemmeno in elaborazione, è possibile accedere al fascicolo previdenziale personale tramite SPID sul portale INPS, dove sono visibili lo stato della pratica e l'eventuale causale del blocco. In alternativa, il call center INPS al numero 803.164 può fornire informazioni aggiornate. Per le situazioni più complesse o urgenti, è possibile presentare ricorso online entro 30 giorni dalla data prevista di accredito, oppure rivolgersi a un CAF per assistenza gratuita.

Truffe e falsi SMS sull’accredito: attenzione alle frodi

La Polizia Postale ha registrato un aumento del 30% delle frodi legate a questa tipologia di pagamento nel 2026. Circolano messaggi SMS e WhatsApp che invitano a cliccare su link per "sbloccare" o "confermare" l'accredito. INPS, Agenzia delle Entrate e le banche non inviano mai link tramite SMS per operazioni di questo tipo. Chiunque riceva comunicazioni sospette è invitato a ignorarle e a segnalarle direttamente alla Polizia Postale. L'unico canale verificato per controllare lo stato del proprio pagamento rimane il portale istituzionale INPS con accesso tramite SPID o CIE.

  • Prima tranche (CF A-F): accrediti tra il 20 e il 31 marzo 2026
  • Seconda tranche (CF G-Z): accrediti previsti dall'1 al 5 aprile 2026
  • Entro il 31 marzo: si stima che il 90% degli accrediti sarà completato
  • Tassazione: i 3.600 euro netti sono già al netto IRPEF; eventuale conguaglio a settembre

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