Apprendistato, solo in questi casi è possibile ricevere la Naspi: la spiegazione dell'esperto

Non solo contratti a tempo indeterminato: anche per chi ha stipulato un contratto di apprendistato professionalizzante è possibile ottenere la Naspi. Esperto spiega in quali casi.

Dal 2015, per i lavoratori che perdono involontariamente il proprio impiego, esiste un’importante rete di protezione sociale: la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego). Introdotta per sostituire le vecchie prestazioni ASpI e MiniASpI, questa misura fornisce un sostegno economico mensile per aiutare chi si trova temporaneamente senza lavoro a superare le difficoltà legate alla perdita di reddito. La NASpI non è destinata a tutti indistintamente. Per accedervi, è necessario essere in stato di disoccupazione involontaria, ossia aver perso il lavoro per cause non imputabili alla propria volontà. Inoltre, è richiesto di aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio della disoccupazione. Questa indennità è riservata a diverse categorie di lavoratori subordinati, tra cui figurano i dipendenti del settore privato, i lavoratori a tempo determinato nelle pubbliche amministrazioni, i soci lavoratori di cooperative con contratto subordinato e persino il personale artistico impiegato con le stesse modalità contrattuali.

Tuttavia, non mancano le esclusioni: la NASpI non spetta ai dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato, agli operai agricoli, né ai lavoratori extracomunitari titolari di permesso di soggiorno per lavoro stagionale. Uno degli aspetti più rilevanti della NASpI riguarda la durata e l’entità dell’importo erogato. La durata è calcolata come la metà delle settimane contributive maturate negli ultimi quattro anni, con un tetto massimo di 24 mesi. Ad esempio, chi ha versato 40 settimane di contributi avrà diritto a 20 settimane di indennità. L’importo si basa sulla retribuzione media percepita negli ultimi quattro anni. Tuttavia, dal sesto mese di erogazione – e dall’ottavo per i lavoratori sopra i 55 anni – l’importo subisce una decurtazione mensile del 3%. Questa misura è stata introdotta per incentivare la ricerca attiva di un nuovo impiego e per evitare un prolungamento eccessivo dell’assistenza.

NASpI: ecco quando la può richiedere chi ha stipulato un contratto di apprendistato

La NASpI non si limita a coprire i casi di licenziamento. È possibile richiederla anche in caso di dimissioni per giusta causa, come nei casi di mancato pagamento dello stipendio, molestie o modifiche peggiorative delle condizioni lavorative. Inoltre, le lavoratrici in maternità che cessano il rapporto di lavoro possono accedere a questo beneficio. Chi percepisce la NASpI non può, però, restare passivo. È infatti obbligatorio dichiararsi disponibile al lavoro e partecipare a tutte le iniziative di politica attiva promosse dai centri per l’impiego, tra cui corsi di formazione e colloqui di orientamento.

Un caso particolare riguarda gli apprendisti. Il contratto di apprendistato, come è noto, è un rapporto di lavoro finalizzato alla formazione e all'occupazione dei giovani. Esso, di solito, ha una durata massima di 3 anni, oltre i quali si può essere assunti a tempo indeterminato. Anche questo tipo di contratto, come spiega un noto esperto di diritto di lavoro, il dottor Riccardo Onano, permette di ricevere la NASpI, ma solo ind due casi. Prima di tutto, infatti, esso permette di ottenere la NASpI se, al termine del periodo formativo, il rapporto di lavoro non viene confermato. Allo stesso modo, coloro che sono stati licenziati dall'azienda, prima dello scadere del contratto, possono ricevere l'indennità di disoccupazione, nel caso in cui rispettino i requisiti prima citati. Bisogna, invece, fare attenzione alle dimissioni: se sarà il lavoratore a dimettersi, infatti, non sarà possibile ricevere la NASpI, in questo caso.

Apprendistato Naspi
Un lavoratore licenziato.

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