Non si possono dare gli schiaffi ai bambini, ma se un figlio è particolarmente maleducato, un genitore può dargli una sola e unica sberla, secondo la legge? Ecco la risposta e la spiegazione di un noto legale.
In Italia, la legge tutela i minori da comportamenti abusivi da parte dei genitori, configurando specifici reati per chi infrange i doveri di cura e protezione nei confronti dei figli. Tra questi, emergono le percosse, le lesioni personali, l’abuso di mezzi di correzione e i maltrattamenti in famiglia. Le percosse, disciplinate dall'art. 581 del Codice Penale, consistono in atti di violenza fisica che non causano lesioni evidenti ma provocano dolore o disagio. Quando invece vi sono danni fisici documentabili, come ferite o contusioni, si configura il reato di lesioni personali (art. 582 c.p.), che prevede pene più severe, aggravate se la vittima è un minore.
L’abuso di mezzi di correzione o disciplina (art. 571 c.p.) si verifica quando i genitori impiegano metodi correttivi eccessivi o inappropriati, causando sofferenza fisica o psicologica. Sebbene la legge riconosca ai genitori un potere educativo, ogni azione deve rispettare la dignità e il benessere del minore. Infine, i maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) si configurano in presenza di condotte abituali di violenza, soprusi o vessazioni, sia fisiche che psicologiche, che ledono la salute e la serenità del minore. Questi reati, puniti severamente dalla legge, mirano a garantire la protezione dei diritti fondamentali dei figli e a prevenire abusi all’interno del nucleo familiare, sottolineando il dovere genitoriale di educare e accudire senza ricorrere a comportamenti lesivi o coercitivi.
Legge: è possibile dare un solo e unico schiaffo al figlio maleducato?
La violenza fisica nei confronti dei figli è condannata in toto: lo è anche nel caso di un unico e solo schiaffo. Lo ha specificato un noto esperto di diritto penale italiano, l'avvocato Giuseppe Di Palo, in un recente video pubblicato sui social. In questo video, l'esperto ha spiegato che non è possibile dare nemmeno uno schiaffo al proprio figlio, nonostante questo si comporti in maniera eccessivamente maleducata con tutti. Nel nostro sistema giuridico, sottolinea l'esperto, non sono contemplati, in nessun caso, i sistemi educativi che contemplino qualsivoglia tipo di violenza. Il genitore che lo fa, in effetti, può vedersi contestati dei reati di gravità via via crescente.
In base al comportamento del ragazzino, spiega l'avvocato, la risposta del genitore può essere esercitata in ragione del principio della proporzionalità. Purché seguano il principio della proporzionalità, sono ammessi il divieto di uscire, di usare strumenti tecnologici, o l'imposizione di atteggiamenti più consoni. Non vanno bene, invece, in alcun caso, gli atteggiamenti violenti. L'esperto ha confermato che la Corte di Cassazione ha evidenziato il mutamento del quadro psico-sociale attuale, rispetto a quello passato e che, per questo motivo, non c'è spazio alcuno per forme di violenza nel nostro sistema.

