Abbonamenti, se dimenticate di disdirli non preoccupatevi: ecco quando si possono riottenere i soldi dopo il rinnovo automatico

Gli abbonamenti possono essere disdetti anche dopo il rinnovo automatico, in maniera tale da riavere i soldi: ecco quando può succedere.

Gli abbonamenti sono contratti che garantiscono l’accesso a un servizio per un periodo prestabilito, con pagamenti periodici. Negli ultimi anni, il modello in abbonamento si è diffuso in diversi settori, con soluzioni mensili, trimestrali o annuali, spesso rinnovate automaticamente. Tra le principali tipologie di abbonamenti troviamo: le piattaforme di streaming, e cioè servizi come Netflix, Disney+, Spotify e Amazon Prime Video, che permettono l’accesso illimitato a contenuti video o musicali con un canone mensile o annuale. E ancora, gli abbonamenti per i mezzi di trasporto, come treni, autobus e metropolitane, che offrono formule per pendolari con tariffe agevolate, spesso con opzioni settimanali, mensili o annuali.

Poi, gli abbonamenti digitali e software, e cioè strumenti come Microsoft 365, Adobe Creative Cloud o servizi cloud (Google Drive, Dropbox), che permettono l’uso di software senza acquisto definitivo, ma anche gli abbonamenti a palestre e benessere: palestre, centri yoga e spa offrono, in effetti, formule di iscrizione mensile o annuale, spesso con rinnovi automatici. Infine, gli abbonamenti a riviste e giornali: Anche i media tradizionali si sono adattati al digitale, con paywall per l’accesso ai contenuti premium.

Abbonamenti: ecco come riavere indietro i soldi, anche dopo il rinnovo automatico

Uno degli aspetti critici è il rinnovo automatico, che spesso avviene senza notifica chiara, portando a spese inattese. È fondamentale leggere attentamente i termini e le condizioni, verificare le modalità di disdetta e impostare promemoria per evitare addebiti non voluti. Molti servizi permettono di disattivare il rinnovo automatico, ma alcuni richiedono procedure complesse, penalizzando il consumatore. La trasparenza nei contratti e la possibilità di disdire facilmente sono elementi essenziali per una tutela adeguata. Ma cosa fare quando ci si dimentica di disdire un abbonamento che non ci serve più, e questo viene rinnovato automaticamente, scalando i soldi?


Non bisogna disperare: il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, e cioè l'avvocato Massimiliano Dona, ha spiegato, infatti, che è possibile riavere i soldi indietro, in determinate condizioni. Il contratto deve, prima di tutto, essere recente, e cioè deve essere stato stipulato dal 15 gennaio 2024 in poi: questo perché è in quella data che è entrato in vigore l'articolo 65-bis della Legge sulla concorrenza 2022. Tale normativa prevede che quel fornitore avrebbe dovuto avvisare 30 giorni prima della scadenza del contratto, ricordando l'esistenza della possibilità di disdirlo.

Abbonamenti soldi
L'abbonamento a una piattaforma streaming.

Qualora questo messaggio non fosse arrivato, spiega ancora Dona, il consumatore avrebbe il diritto di disdirlo quando vuole e, dunque, anche dopo il rinnovo, riavendo indietro i soldi. Per quanto concerne le modalità di invio dell’avviso di disdetta, precisa infine Dona, la normativa stabilisce l’obbligo della forma scritta. Essa consente, tuttavia, al consumatore di scegliere anche mezzi alternativi come SMS o e-mail per effettuare la comunicazione.

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