Non molte persone lo sanno ma, secondo un'interpretazione logica del diritto penale, che si attiene ai principi dello stesso, mandare i propri figli a scuola da soli, prima di una certa età, potrebbe rendere i genitori perseguibili per il reato di abbandono dei minori. Ecco perché.
Il diritto penale italiano tutela in modo rigoroso i diritti dei minori, prevedendo specifiche sanzioni per i reati commessi dai genitori nei confronti dei figli. Tra i reati più gravi figura l’abbandono di persone minori, disciplinato dall’articolo 591 del Codice Penale, che punisce chiunque abbandoni una persona incapace di provvedere a sé stessa, con particolare riferimento a minori di 14 anni o persone in condizioni di infermità o disabilità. Il reato si configura quando un genitore o chiunque abbia l’obbligo di cura e protezione del minore omette di garantirne la sicurezza e l’incolumità, esponendolo a un pericolo concreto. L’abbandono può essere fisico, come lasciare un bambino solo in casa o in un luogo isolato, ma anche morale, come l’omissione sistematica delle cure necessarie per lo sviluppo psicofisico del minore.
Le pene previste variano in base alla gravità delle conseguenze: si va dalla reclusione da 6 mesi a 5 anni nei casi base, fino a 12 anni di reclusione se dall’abbandono derivano lesioni gravi o gravissime, o all’ergastolo in caso di morte del minore. L’abbandono non richiede necessariamente un dolo diretto, ma può configurarsi anche per colpa grave, ossia negligenza o imprudenza. Questo reato sottolinea l’importanza della responsabilità genitoriale, imponendo standard rigorosi per garantire la tutela dei più vulnerabili, ossia i minori e le persone in condizioni di fragilità.
Reato di abbandono di persone minori: è possibile essere condannati anche per aver mandato da soli i figli a scuola
Seguendo quanto appena spiegato, un'interpretazione del diritto penale rivela che non sarebbe possibile, per i genitori, mandare a scuola i propri figli, da soli, prima che questi ultimi abbiano compiuto 14 anni. A spiegarlo, è stato un noto esperto di diritto penale italiano, l'avvocato Giuseppe Di Palo. L'esperto ha, in effetti, spiegato che nel 2018 è stato previsto che i genitori possano firmare una sorta di liberatoria, che consente ai minori di 14 anni di uscire da soli da scuola. Questa norma ha l'effetto di sollevare la scuola da ogni tipo di responsabilità, dato che, adesso, questa è in capo esclusivamente ai genitori, e si esonera, così, l'istituto scolastico. Tale norma parla esplicitamente dell'uscita, e non dell'ingresso a scuola, dato che riguarda solamente la responsabilità della scuola.
Il legale continua spiegando che, da una stretta interpretazione della legge, si deve desumere che un minore acquisti la capacità di autodeterminazione, e che quindi possa andare a scuola o tornare da scuola autonomamente, soltanto una volta compiuti i 14 anni. Questo, conclude l'esperto, risponde anche a un principio logico: un minore non può stare a casa da solo, nemmeno per cinque minuti, se non ha compiuto 14 anni. Se non può stare a casa da solo, dunque, come si potrebbe consentire che vada a scuola, per strada, prima di quest'età? Bisogna, dunque, evitare di farlo, se non si vuole rischiare una condanna per il reato di abbandono di minore.

