I gestori delle pizzerie possono chiedere un sovrapprezzo per l'aggiunta di un ingrediente a una pizza, ma solo dopo aver fatto una cosa importante: esperto rivela di cosa si tratta.
La pizza rappresenta un simbolo culinario e culturale dell’Italia, conosciuto e amato in tutto il mondo. Originaria di Napoli, dove ha assunto la sua forma più iconica con la pizza margherita, è diventata non solo un piatto tradizionale, ma anche un elemento distintivo dell’identità italiana. In Italia, le pizzerie svolgono un ruolo centrale non solo dal punto di vista gastronomico, ma anche sociale. Sono luoghi di incontro, convivialità e condivisione, accessibili a tutte le fasce della popolazione. La pizza, con la sua semplicità e versatilità, si adatta a ogni occasione, che si tratti di una serata informale tra amici o di un pasto veloce in famiglia. La presenza di pizzerie in ogni angolo del Paese testimonia il radicamento di questa tradizione nella cultura italiana.
Oltre al suo valore culturale, la pizza è un esempio di equilibrio alimentare, soprattutto nella sua versione classica, con impasto a base di acqua, farina, lievito e sale, condito con pomodoro, mozzarella e olio extravergine di oliva. Ingredienti freschi e di qualità rendono questo piatto non solo gustoso, ma anche nutriente. L’importanza delle pizzerie in Italia va oltre il cibo: rappresentano un motore economico significativo, coinvolgendo una vasta rete di artigiani, agricoltori e produttori alimentari. Il riconoscimento dell’arte del pizzaiolo napoletano come Patrimonio Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO nel 2017 conferma la rilevanza della pizza come emblema del patrimonio gastronomico italiano.
Pizza: ecco cosa bisogna fare per chiedere un sovrapprezzo
In ogni pizzeria, la varietà di scelta delle pizze è piuttosto alta: esistono, infatti, numerosi modi per prepararle, con l'aggiunta di ancora più numerosi ingredienti. Spesso può capitare, però, che nessuna pizza convinca il cliente al cento per cento, e che quest'ultimo voglia aggiungere un ingrediente a una pizza segnata sul menu. Naturalmente, il cliente ha il diritto di farlo, ma è, al contempo, giusto richiedere un sovrapprezzo per l'aggiunta di un ingrediente. Ciò è legittimo, però, solo in un determinato modo e, cioè, solo previa un'importante accortezza dei gestori della pizzeria. A rivelare di cosa si tratta è stato l'avvocato Massimiliano Dona, noto esperto di tutela dei consumatori.
All'interno di una pizzeria, infatti, il presidente dell'Unione Nazionale dei Consumatori ha mostrato il modo corretto per annunciare e, dunque, richiedere un sovrapprezzo per l'aggiunta dell'ingrediente. Il sovrapprezzo, cioè, deve essere espressamente previsto sul menu. Il cliente deve, cioè, sapere quanto andrà a pagare, aggiungendo un ingrediente, ancor prima di richiedere l'aggiunta. L'esplicitazione del sovrapprezzo, poi, rende possibile anche la richiesta di un costo aggiuntivo per la sottrazione di un ingrediente: se, infatti, si specifica che qualsiasi modifica, sia come aggiunta che come sottrazione, ha un prezzo aggiuntivo, il gestore della pizzeria può permettersi di richiedere il sovrapprezzo stesso.

