Legittima difesa: ecco i 3 errori che non bisogna assolutamente commettere, per non rischiare che questa venga esclusa, come spiegati da un noto avvocato.
La legittima difesa è un istituto giuridico previsto dall’articolo 52 del Codice Penale italiano e rappresenta una causa di giustificazione che esclude la punibilità di chi commette un atto altrimenti illecito, purché si verifichino determinate condizioni. Questo principio consente di reagire a un’aggressione ingiusta al fine di tutelare sé stessi o altre persone, il proprio patrimonio o quello altrui, quando non vi sia altra possibilità di evitare il pericolo. Per invocare la legittima difesa, devono sussistere tre requisiti essenziali: l'attualità del pericolo, cioè l'aggressione deve essere imminente o in corso; l'ingiustizia dell’offesa, che deve violare un diritto altrui senza una causa legittima; e la proporzionalità della reazione, che richiede che il danno inflitto all’aggressore non ecceda quello necessario per respingere l’attacco.
Con la riforma del 2019, il legislatore ha ampliato l’ambito di applicazione della legittima difesa, in particolare nei casi di difesa domiciliare. In base alle nuove disposizioni, chi si difende all’interno della propria abitazione o luogo di lavoro gode di una presunzione di proporzionalità se reagisce a un’intrusione minacciosa o violenta. Nonostante queste modifiche, la legittima difesa continua a essere un tema dibattuto, poiché il confine tra una reazione legittima e un eccesso colposo o doloso rimane spesso complesso da valutare, soprattutto nei casi giudiziari più controversi. Per quanto non sia sempre facile valutare la presenza della legittima difesa, ci sono, sicuramente, degli errori importanti da non commettere, che potrebbero escludere la presenza della legittima difesa.
Legittima difesa: ecco 3 errori che non bisognerebbe assolutamente commettere
A rivelare gli errori è stato un noto esperto italiano, l'avvocato Giuseppe Di Palo. Prima di tutto, l'esperto ha spiegato che è necessario scappare, se è possibile farlo: chi può scappare ed evitare l'aggressione e non lo fa, infatti, viene escluso dalla possibilità di legittima difesa. Il Codice Penale, spiega l'esperto, prevede che le potenziali vittime scappino dal pericolo: solo quando non è possibile sfuggirgli, infatti, ci si può appellare alla legittima difesa. Il secondo errore da non commettere è la reazione nel momento in cui il pericolo sia passato: non è possibile, infatti, appellarsi a questo principio quando l'aggressione è già completata.
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La reazione deve esserci nel momento in cui c'è il pericolo, e non dopo. Se non c'è più il rischio di aggressione, infatti, non è possibile vendicarsi per l'aggressione subita. Infine, il terzo errore è quello più prevedibile: non bisogna provocare una reazione che porti al conflitto. Se, infatti, si provoca una persona, perché questa reagisca male, non ci si può appellare alla scriminante. La reazione deve essere ingiusta e non provocata, per poter beneficiare del principio giuridico previsto dall'articolo 52 del Codice Penale italiano.

