Ci sono due casi in cui si può essere convocati in questura come persone informate, e questa differenza ha effetto sulla possibilità di restare anonimi o meno: ecco la spiegazione del noto esperto.
Nel diritto penale, le persone informate sui fatti sono soggetti che possono fornire informazioni rilevanti per lo svolgimento delle indagini. La loro convocazione in Questura avviene quando gli inquirenti ritengono che possano chiarire elementi utili per ricostruire un evento, identificare i responsabili di un reato o comprendere dinamiche specifiche legate a un caso. Queste persone non sono imputate né indagate, ma testimoni che, per la loro vicinanza agli eventi o ai soggetti coinvolti, potrebbero possedere dettagli importanti. La convocazione può avvenire attraverso una chiamata informale o un atto formale di comparizione. Durante l’audizione, i convocati non sono obbligati a rispondere, a meno che non siano chiamati a testimoniare sotto giuramento davanti a un’autorità giudiziaria. È importante che gli inquirenti rispettino le garanzie legali previste, evitando qualsiasi forma di coercizione o intimidazione.
Le persone informate sui fatti si distinguono nettamente dagli informatori. Gli informatori sono individui che collaborano con le forze dell’ordine fornendo spontaneamente notizie, senza partecipare formalmente al procedimento penale. Gli informatori possono essere interni a determinati ambienti criminali o semplici cittadini che desiderano contribuire alle indagini, ma non vengono convocati per audizioni ufficiali. Al contrario, le persone informate sui fatti partecipano a un’audizione formalizzata, la cui documentazione può essere utilizzata nel procedimento. La distinzione risiede quindi nella modalità e nel contesto della loro collaborazione con l’autorità.
Questura: ecco quando si può restare anonimi e quando non è possibile
Ed è proprio nella differenza tra informatori e persone informate, che sta la risposta alla domanda posta nel titolo dell'articolo. Un noto esperto di diritto penale, l'avvocato Giuseppe Di Palo, ha, in effetti, spiegato che gli informatori possono restare anonimi e, anzi, questo succede molto spesso. Gli informatori sono persone che vivono, tendenzialmente, nella legalità, ma che stanno nella 'terra di mezzo', che gli permette di conoscere i mutamenti degli assetti criminali. Proprio per questo motivo, gli informatori sono anonimi: l'anonimità li protegge dall'esposizione a rischi importanti, e permette loro di raccogliere le informazioni importanti che, poi, condivideranno con le Forze di Polizia.
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La situazione è, invece, diversa con le persone informate dei fatti, che vengono convocate ufficialmente in questura. L'avvocato ha, in effetti, spiegato che nel caso delle persone convocate dalla questura, queste non possono assolutamente mantenere l'anonimità. Questo, anche perché tale persona, verosimilmente, potrebbe essere chiamata di nuovo in tribunale per una testimonianza. Il motivo è che il giudice, conclude l'esperto, dovrà ricevere, proprio da quella persona, l'informazione di cui ha bisogno.

