Un noto esperto di diritto ha rivelato entro quanto è possibile denunciare un ex datore di lavoro e in quali casi è possibile farlo anche dopo un anno.
In Italia, i lavoratori godono di un sistema di tutele articolato e garantito dalla Costituzione, dal Codice Civile e da numerose leggi specifiche che regolano il rapporto di lavoro. La Costituzione, all’articolo 36, stabilisce il diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro, sufficiente ad assicurare una vita dignitosa. L’articolo 37 tutela inoltre la parità tra uomo e donna, garantendo pari diritti e retribuzione. Una delle principali leggi a tutela dei lavoratori è lo Statuto dei Lavoratori (Legge n. 300 del 1970), che disciplina i diritti fondamentali sul luogo di lavoro. Tra questi, spiccano la libertà di espressione, l’associazione sindacale e la partecipazione alle attività sindacali. Inoltre, la legge vieta licenziamenti discriminatori o ingiustificati, prevedendo l’obbligo di reintegra o risarcimento in caso di violazione.
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) rappresenta un ulteriore strumento fondamentale: stabilisce condizioni minime in termini di salario, orari, ferie e indennità. Ogni settore ha il proprio CCNL, negoziato tra sindacati e associazioni datoriali. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e l’INAIL vigilano sul rispetto delle normative e offrono tutela contro abusi, incidenti sul lavoro e malattie professionali. I lavoratori possono ricorrere a strumenti legali per rivendicare diritti negati, come attraverso il Giudice del Lavoro. Infine, è garantita la protezione contro molestie, mobbing e sfruttamento, con specifiche norme che tutelano la dignità personale e professionale del lavoratore.
È possibile denunciare l'ex datore di lavoro? Ed entro quanto?
A proposito della possibilità di rivendicare diritti negati in sede di processo, un noto esperto di diritto, l'avvocato Angelo Greco, ha analizzato una fattispecie particolare, e cioè quella che riguarda la denuncia all'ex datore di lavoro. In particolare, un suo follower gli ha chiesto se fosse possibile denunciare un ex datore di lavoro anche dopo un anno dal licenziamento o dalle dimissioni. L'esperto ha rivelato che ci sono alcuni casi in cui è possibile, e altri in cui la denuncia deve essere fatta entro un tempo più breve.
In particolare, se con denunciare si intende far valere un credito, perché non è stato pagato lo stipendio, o lo straordinario, il TFR, o perché si è stati inquadrati in modo non corretto, allora si hanno ben 5 anni di tempo, che decorrono dalla cessazione del rapporto di lavoro. In questo caso, dunque, si può denunciare il datore anche dopo le dimissioni.
Visualizza questo post su Instagram
Allo stesso modo, è possibile farlo nel caso in cui la denuncia fosse per mobbing, o per usura psicofisica. In questo caso, in realtà, il lavoratore avrebbe ben dieci anni per farlo. Dall'altra parte, invece, se i danni derivano da un licenziamento illegittimo, il limite di tempo è inferiore: il licenziamento illegittimo, infatti, deve essere contestato entro 60 giorni dal momento del ricevimento della lettera di licenziamento, e, poi, nei successivi 180 giorni bisognerà fare il ricorso. Infine, spiega l'avvocato Angelo Greco, ci sono dei casi in cui si hanno solo 3 mesi di tempo per la denuncia. I casi riguardano l'intenzione di denunciare penalmente l'ex datore di lavoro.

Questo, per un eventuale reato, come la spia con telecamere nascoste, senza il preventivo accordo con i sindacati, o senza l'autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro, e senza cartelli, o nel caso di una minaccia, come ad esempio quella di licenziamento se non si accettano determinate condizioni. Per il reato di maltrattamenti continui, invece, i mesi disponibili sono 6.
