L'Agenzia delle Entrate chiarisce un dubbio sulla polizza vita a tutela del rischio morte, presentato da un contribuente. Ecco quando è possibile chiedere la detrazione Irpef su questa polizza, nel caso in cui sia stata sottoscritta collettivamente dalla società per l'intero personale.
La polizza vita a tutela del rischio morte è un prodotto assicurativo pensato per offrire una protezione economica ai familiari o a chi si desidera tutelare in caso di decesso dell'assicurato. Questo strumento garantisce una somma predeterminata che viene erogata ai beneficiari indicati nel contratto. Consente loro, dunque, di far fronte a eventuali difficoltà finanziarie derivanti dalla perdita della persona assicurata. È particolarmente utile per proteggere il reddito familiare, coprire spese improvvise o saldare eventuali debiti, come mutui o finanziamenti. Così, riduce l'impatto economico di un evento così traumatico. La polizza può essere personalizzata in base alle esigenze specifiche, con premi e coperture che variano a seconda del profilo dell'assicurato e del tipo di contratto scelto.
Dal punto di vista fiscale, sottoscrivere una polizza vita a tutela del rischio morte può comportare anche dei vantaggi. Questo tipo di polizza rientra infatti tra quelle che danno diritto a una detrazione Irpef, da indicare nella dichiarazione dei redditi. In tal modo, è possibile ridurre l'impatto economico dei premi assicurativi, rendendo questa soluzione non solo un atto di responsabilità verso i propri cari, ma anche un’opportunità di ottimizzazione fiscale. La detrazione, applicabile solo in determinate condizioni, rappresenta un ulteriore incentivo a considerare la polizza vita come una forma di protezione e risparmio efficace e vantaggiosa.
Polizza vita: ecco il chiarimento dell'Agenzia delle Entrate sulla detrazione Irpef
La polizza vita può essere sottoscritta anche dall'intera società, in maniera collettiva e per tutto il personale. In questo caso, però, è possibile per il singolo lavoratore godere, allo stesso modo, della detrazione Irpef? Tale quesito è stato posto all'Agenzia delle Entrate, mediante il canale FiscoOggi, e, in particolare, la Posta di FiscoOggi. L'Agenzia delle Entrate ha risposto chiarendo che l’articolo 15, comma 1, lett. f) del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi) consente una detrazione del 19% sui premi assicurativi per polizze che coprono il rischio di morte, invalidità permanente superiore al 5% o non autosufficienza nelle attività quotidiane. Questo, a condizione che l’impresa assicuratrice non possa recedere dal contratto.

Attraverso la circolare n. 7/2021, viene specificato che la detrazione si applica anche ai premi pagati per polizze collettive stipulate da società o organizzazioni sindacali per conto dei lavoratori dipendenti. Tuttavia, è necessario che tali premi siano imputabili alla posizione individuale del singolo assicurato. Questo chiarimento riprende anche quanto indicato nella circolare n. 95/2000.
L'Agenzia delle Entrate sottolinea inoltre che, affinché il beneficio fiscale sia riconosciuto, i premi versati dal datore di lavoro devono essere stati assoggettati a tassazione, contribuendo alla formazione del reddito da lavoro dipendente. Tale requisito, stabilito nella risoluzione n. 391/2007, è essenziale per garantire la detrazione. In presenza di queste condizioni, e quindi in questi casi, la risposta dell’Agenzia al quesito è affermativa. In questi casi, dunque, l'ente conferma che il lavoratore può accedere alla detrazione prevista per la sua quota di premio assicurativo.
