Regime forfettario, quali tasse si pagheranno e cosa ci aspetta nel 2025: buone notizie per i lavoratori

Come funziona il regime forfettario, quali tasse si pagano e quali sono le possibili novità nel 2025: ecco tutti i dettagli su questo regime fiscale.

Il regime forfettario è una forma di tassazione semplificata rivolta a professionisti, lavoratori autonomi e piccole imprese in Italia, introdotta per incentivare le attività di microimprenditoria e semplificare gli adempimenti fiscali. Una delle sue principali caratteristiche è l'applicazione di un'aliquota fissa del 15% sul reddito imponibile, calcolato non sulla base dei ricavi totali ma su una percentuale stabilita dal coefficiente di redditività, che varia in base al settore di appartenenza. Ad esempio, per un professionista con un coefficiente di redditività al 78%, solo il 78% del fatturato sarà considerato come base imponibile, su cui verrà poi applicata l'aliquota.

Il regime è accessibile a chi non supera il limite di 85.000 euro di ricavi o compensi annui, introdotto come soglia a partire dal 2023. Oltre alla tassazione agevolata, prevede la riduzione degli adempimenti amministrativi, esentando dall’applicazione dell’IVA e dalla tenuta dei registri contabili ordinari. Questo lo rende particolarmente vantaggioso per chi avvia un'attività o opera in settori con costi di gestione contenuti. Anche i lavoratori dipendenti possono accedere al regime forfettario, ma devono rispettare alcune condizioni specifiche. In particolare, il reddito da lavoro autonomo derivante dall'attività in regime forfettario non deve superare quello percepito come lavoratore dipendente. Il reddito lordo annuale di lavoro dipendente, inoltre, non deve superare i 30.000 euro. Infine, l'attività svolta come autonomo non deve essere direttamente riconducibile all'attività lavorativa svolta come dipendente, in quanto vige l'obbligo di fedeltà: non si potrà fare, cioè, concorrenza alla propria azienda.

Regime forfettario: ecco quali sono le due aliquote e le possibili novità per il 2025

Spiegato cos'è il regime forfettario, ci restano due cose da spiegare: quali sono le tasse che si possono applicare, e quali sono le possibili novità per il 2025. A spiegare entrambe le cose è stato un noto esperto e commercialista, il dottor Massimiliano Allievi. Prima di tutto, Allievi ha spiegato che il regime forfettario può applicare due aliquote: quella standard, come abbiamo già detto, è l'aliquota è del 15%, ma ci può essere una riduzione, nel caso in cui le attività siano nuove. Per le nuove attività, cioè, c'è un'agevolazione importante: la tassazione, per i primi cinque anni di attività, sarà, cioè, del 5% invece che del 15%. Questo viene previsto per incentivare le nuove attività imprenditoriali.

Regime forfettario 2025
L'esperto spiega che ci sono due possibili tassazioni diverse per il regime forfettario. (Fonte: Instagram - @studioallievi_commercialisti).

A questo punto, parliamo delle novità per il 2025. Queste non sono ancora ufficiali, anche perché il contenuto della legge di bilancio dovrebbe essere svelato entro il 23 dicembre 2024, ma, secondo le parole dell'esperto, ci dovrebbero essere delle buone notizie per chi sceglierà il regime forfettario nel 2025. Sebbene il limite dei ricavi o compensi annui dovrebbe restare sempre di 85.000 euro e non aumentare a 100.000 euro, infatti, ci saranno buone notizie per i lavoratori dipendenti. Il limite del reddito da lavoratore dipendente per aprire il regime forfettario, infatti, dovrebbe essere aumentato da 30.000 euro a 35.000 euro. Un'ottima notizia, dunque, per i lavoratori dipendenti che vogliono aprire una partita IVA.

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