Legge, è più pericoloso un machete o un tirapugni? La risposta dell'avvocato è inaspettata

Per la legge italiana, il tirapugni è più o meno pericoloso del machete? Ecco la risposta di un noto avvocato e la spiegazione.

I tirapugni e i machete sono due strumenti che, pur avendo origini e utilizzi differenti, sono spesso associati ad attività violente o illegali. Il tirapugni è un'arma da impatto, generalmente realizzata in metallo, progettata per essere indossata sulle nocche di una mano. Le sue origini risalgono a epoche antiche, quando strumenti simili venivano utilizzati in battaglia per aumentare l'efficacia dei colpi sferrati a mani nude. Nel corso del tempo, il tirapugni ha assunto connotazioni sempre più legate all'ambiente criminale, essendo facile da nascondere e semplice da utilizzare. In molti paesi, il possesso di tirapugni è illegale o regolamentato, in quanto considerato un'arma pericolosa.

Il machete, invece, è una lunga lama che si colloca a metà tra un coltello e una spada. Nato come strumento agricolo, particolarmente utile per tagliare vegetazione fitta e lavorare la terra, è ampiamente utilizzato nelle regioni tropicali. Tuttavia, il machete è stato spesso associato a episodi di violenza a causa della sua capacità di infliggere gravi ferite. In alcune culture, è stato anche impiegato in conflitti armati e violenze di gruppo. Entrambi gli strumenti, sebbene abbiano applicazioni legittime (il machete in ambito agricolo e il tirapugni come oggetto storico o da collezione), vengono spesso percepiti negativamente a causa del loro uso improprio in contesti violenti. La regolamentazione del loro possesso e utilizzo è quindi cruciale per limitare i rischi connessi.

Tirapugni o machete: ecco qual è più pericoloso, secondo la legge italiana, e per quale motivo

Ma quale dei due, secondo la legge italiana, è più pericoloso? A questa domanda ha risposto un noto avvocato ed esperto di diritto penale italiano, Giuseppe Di Palo. L'avvocato ha spiegato, in particolare, che, inaspettatamente, il più pericoloso è il tirapugni, per quanto molti possano dire che lo sia il machete. L'esperto, in effetti, ha detto che il concetto di pericolosità, per la legge, assume connotati diversi, tendenzialmente, a quello comune. La legge non guarda, infatti, tanto alle potenzialità letali dell'oggetto, ma alla sua natura, e cioè allo scopo per il quale è progettato. Il machete, in effetti, viene categorizzato come un'arma impropria: il suo scopo originale, infatti, è quello agricolo, e solo in via collaterale viene usato come un'arma, per l'offesa alla persona.

L'impiego principale del tirapugni, invece, è quello di potenziare i colpi sferrati con i nostri pugni: è, dunque, uno strumento progettato, in maniera primaria e principale, per arrecare danno alla persona. Il tirapugni è, dunque, classificato come un'arma propria ed è, dunque, soggetto a tutte le norme di detenzione e porto, tipiche delle armi proprie. L'avvocato ha spiegato, dunque, che è per questo motivo che la legge italiana considera più pericoloso un tirapugni, rispetto a un machete, che, comunque, è regolato come arma impropria.

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Un machete.

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