La pasta fredda farebbe dimagrire: secondo alcuni, far raffreddare la pasta sarebbe un metodo utile a ridurre l'apporto di calorie che darebbe lo stesso quantitativo di pasta calda. Ma cosa c'è di vero? Ecco la spiegazione dell'esperto.
La pasta è uno degli alimenti più iconici e apprezzati al mondo, ed è un elemento fondamentale della dieta mediterranea, riconosciuta come una delle più equilibrate e salutari. Questo alimento, ricco di carboidrati complessi, è una fonte primaria di energia che supporta le funzioni corporee e l'attività fisica. La pasta fornisce anche una discreta quantità di proteine vegetali e, se scelta in versione integrale, apporta fibre, vitamine del gruppo B e minerali che contribuiscono al benessere generale. Consumarla abbinata a condimenti ricchi di verdure, legumi, pesce o olio d'oliva ne esalta ulteriormente le proprietà benefiche, trasformandola in un piatto completo e bilanciato.
Tuttavia, è fondamentale prestare attenzione all'apporto calorico della pasta. Una porzione standard di circa 100 grammi di pasta secca può contenere intorno alle 350 calorie, che aumentano sensibilmente in base ai condimenti scelti. Il consumo eccessivo può facilmente portare a un surplus calorico, contribuendo all'aumento di peso e al rischio di disturbi metabolici nel lungo periodo. Per mantenere un'alimentazione sana ed equilibrata, è importante moderare le porzioni e scegliere condimenti leggeri e nutrienti. Abitudini come mangiare pasta integrale e abbinare verdure o proteine magre possono aiutare a bilanciare l'apporto calorico e a ottenere tutti i benefici senza esagerare. La chiave è quindi consumare la pasta con moderazione e inserirla in un contesto di dieta variegata, bilanciata e associata a uno stile di vita attivo.
Pasta fredda: fa dimagrire davvero?
Tante persone hanno cercato, nel tempo, dei metodi alternativi, per poter consumare pasta senza dover pensare troppo alle calorie. Uno dei rimedi alternativi più recenti è quello della pasta fredda: secondo alcuni, lasciar raffreddare la pasta diminuirebbe l'apporto calorico della stessa. Ma quanto c'è di vero in quest'affermazione? Un noto esperto di alimentazione e nutrizionista, il dottor Angelo Verde, ne ha parlato in un recente contenuto, pubblicato sui social. In particolare, l'esperto ha spiegato che, in effetti, l'amido, dopo la cottura e il successivo raffreddamento, diventa amido resistente: cambia, cioè, le sue caratteristiche, diventando indigeribile. Non potendo essere digerito, non viene nemmeno assorbito e, dunque, viene espulso: il suo apporto calorico diventa, pertanto, di 0 calorie.
Visualizza questo post su Instagram
Ma qual è la percentuale di amido che diventa amido resistente, nel caso del raffreddamento della pasta? L'esperto rivela che la percentuale è di circa il 10%: su 100 grammi di pasta, cotta e poi raffreddata, si risparmiano, dunque, circa 36 calorie. Che la pasta fredda abbia un apporto calorico inferiore, pertanto, è vero, ma la differenza non è così grande, da poter giustificare il fatto di far raffreddare la pasta, perdendo, del resto, anche parte del gusto della stessa e del piacere che essa può dare, soprattutto nelle stagioni fredde. L'esperto ha, dunque, suggerito, semplicemente, di consumare meno pasta, ma di mangiarla, comunque, calda. Il 'trucchetto per dimagrire', continua, non esiste, ma esistono solo le sane abitudini.

