Le dimissioni dal posto di lavoro presentate entro un anno dal matrimonio sono sottoposte a una procedura specifica di convalida oltre a quella tradizionale. Questo è necessario per accertarsi che le dimissioni siano presentate effettivamente in maniera volontaria.
Esistono specifiche tutele e garanzie nei confronti dei lavoratori di cui, spesso, neanche gli stessi lavoratori sono a conoscenza. Una di queste riguarda le dimissioni entro un anno dal matrimonio. Si tratta di una tutela per assicurarsi che tali dimissioni siano effettivamente volontarie e non conseguenza di pressioni o coercizione da parte del datore di lavoro. L'obiettivo, insomma, è quello di evitare abusi nei confronti di quei lavoratori che decidono di sposarsi.
A parlare delle dimissioni dopo il matrimonio è stata, in un video pubblicato di recente, la dottoressa Beatrice Mavilla, avvocato. Come spiegato dall'esperta, per questa tipologia di dimissioni bisogna seguire una specifica procedura. Si tratta della stessa procedura che va seguita dalla madre in caso di dimissioni presentate entro un anno dalla nascita del bambino. Questo in virtù del cosiddetto periodo protetto, che richiede la convalida delle dimissioni affinché siano considerate valide.
Visualizza questo post su Instagram
Dimissioni dal posto di lavoro entro un anno dal matrimonio: qual è la procedura prevista

La prima cosa da fare è quella di presentare le dimissioni, sempre in modalità telematica, attraverso un intermediario: questo è però il primo passaggio, quello previsto per tutte le tipologie di dimissioni. Successivamente, però, sarà necessario convalidarle: è proprio questo il passaggio cruciale per assicurarsi che la decisione di dimettersi entro un anno dal matrimonio sia stata presa in piena libertà dal lavoratore. Per farlo sarà dunque necessario presentarsi presso l'ispettorato territoriale del lavoro, ente principale preposto alla convalida delle dimissioni. Il datore che prova ad indurre un dipendente a dimettersi entro un anno dal matrimonio senza la procedura di convalida rischia sanzioni amministrative: questo per tutelare i lavoratori e ancor di più le lavoratrici discriminate in caso di matrimonio. Non raramente, infatti, in passato le lavoratrici sono state costrette a subire importanti pressioni affinché si dimettessero in prossimità o subito dopo il matrimonio.
In ogni caso, anche per questa tipologia di lavoro è necessario rispettare i termini di preavviso previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato al proprio settore: in caso di mancato rispetto del preavviso, infatti, può essere trattenuta una somma di denaro. Per le dimissioni volontarie, a meno che non si tratti di giusta causa, non si ha diritto all'indennità di disoccupazione. Questa, infatti, spetta solo in caso di cessazione non volontaria del rapporto di lavoro o se le dimissioni sono state presentate per giusta causa.
