Maternità, non solo per le dipendenti: la misura fa felici tutte le lavoratrici

Anche se con modalità differenti, il diritto alla maternità spetta non solo alle lavoratrici dipendenti ma anche alle titolari di partita IVA. Cosa cambia e come richiedere l'indennità.

La maternità è un diritto fondamentale, ma per le donne che lavorano come libere professioniste in Italia, spesso sembra ancora un percorso complesso. Il sistema di welfare italiano garantisce, infatti, tutele alle lavoratrici dipendenti, ma anche alle titolari di Partita IVA, con modalità diverse. Negli ultimi anni, il tema della maternità per le lavoratrici autonome è diventato centrale, dato che sempre più donne scelgono la via dell’imprenditoria o della libera professione.

Tuttavia, a differenza delle lavoratrici dipendenti, le libere professioniste devono affrontare alcune sfide specifiche, tra cui la gestione del reddito e il sostegno finanziario durante il periodo di inattività. Questo articolo esplora le tutele di cui possono usufruire le lavoratrici autonome, illustrando le normative vigenti e offrendo suggerimenti per conciliare al meglio la propria attività con la maternità. Conoscere i diritti e le possibilità disponibili è il primo passo per vivere questo periodo con serenità e sicurezza.

 

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La normativa italiana sulla maternità: tutela per le lavoratrici autonome

Maternità, così è possibile richiedere l'indennità spettante anche alle libere professioniste
Chi può ottenere l'indennità e come

La legge italiana offre una serie di tutele alle lavoratrici con Partita IVA, principalmente attraverso l'INPS, che fornisce un'indennità di maternità per le libere professioniste iscritte alla Gestione Separata o agli ordini professionali. Questo compenso economico sostituisce il reddito per un periodo limitato di tempo, coprendo i cinque mesi canonici di astensione obbligatoria (due mesi prima del parto e tre dopo), per consentire alla madre di occuparsi del neonato senza rinunciare completamente al proprio reddito.

L'importo dell'indennità varia in base al reddito dichiarato nei mesi precedenti alla richiesta. Le libere professioniste, però, devono essere in regola con i contributi previdenziali. Tale misura rappresenta un importante passo avanti, anche se non sempre risulta sufficiente a garantire una copertura piena e adeguata per chi ha un’attività autonoma.

Come richiedere l’indennità

Per ottenere l’indennità di maternità, la lavoratrice deve presentare una domanda online sul portale INPS, accedendo con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS). È fondamentale inoltrare la domanda entro tempi specifici: idealmente, va presentata prima dell’inizio del periodo di astensione obbligatoria. La procedura richiede la presentazione di alcuni documenti medici, inclusi il certificato di gravidanza e, successivamente, l’attestazione di nascita del bambino.

L’indennità è calcolata in base al reddito medio giornaliero e rappresenta l’80% di questo valore. Tuttavia, è importante sapere che alcune casse previdenziali private possono garantire ulteriori benefici o integrazioni, variabili da un ente all’altro. Le libere professioniste sono, dunque, invitate a verificare le specifiche normative del proprio ordine o cassa.

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