Castagna matta, perché è importante saperla riconoscere: "Mangiarla è pericoloso"

A differenza di quella classica, la castagna matta non è commestibile: contiene infatti una sostanza tossica dell'uomo capace di provocare sintomi come nausea, vomito e diarrea.

La castagna matta, nota anche come ippocastano, è un frutto spesso confuso con la castagna commestibile. A differenza delle castagne comuni, che troviamo nei boschi e nei mercati, la castagna matta non è adatta al consumo umano: contiene sostanze tossiche che possono causare malesseri e intossicazioni. Questo frutto è prodotto dall'albero di ippocastano, il cui nome scientifico è Aesculus hippocastanum, ed è molto diffuso nelle zone temperate, spesso coltivato come pianta ornamentale.

La castagna matta è facilmente riconoscibile per il suo aspetto lucido e tondeggiante, che può trarre in inganno chi non ha esperienza. In questo articolo vedremo come distinguere la castagna tossica  da quella commestibile, in modo da evitare spiacevoli errori, e analizzeremo le caratteristiche principali di questo frutto e i motivi per cui non dovrebbe mai essere consumato. Conoscerne le proprietà può infatti aiutarci a fare scelte sicure in natura.

 

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Cos’è la castagna matta?

Castagna matta, perché va evitata
Perché si tratta di un alimento tossico

La castagna matta è il frutto dell'ippocastano, una pianta originaria dell'Asia e dell'Europa meridionale, ma oggi diffusa anche in altre aree del mondo come pianta ornamentale per parchi e viali. L’ippocastano è un albero di grandi dimensioni, che può raggiungere fino a 25-30 metri d’altezza. I suoi fiori bianchi a grappolo e le sue foglie grandi, composte da cinque o sette foglioline, lo rendono facilmente riconoscibile e apprezzato. Il frutto, la cosiddetta "castagna matta", si presenta simile a una castagna ed è contenuto in una spessa buccia verde, coperta da spine corte. Una volta matura, la buccia si apre e rilascia il seme al suo interno, che ha una superficie liscia e brillante.

Come riconoscere la castagna matta

È facile confondere la castagna matta con le castagne commestibili, soprattutto a prima vista. Tuttavia, ci sono alcune differenze fondamentali che aiutano a distinguerle:

  1. Guscio Esterno: Le castagne matte hanno un guscio più spesso e verde, coperto da spine corte e arrotondate, a differenza delle castagne commestibili che hanno una buccia più sottile e con spine lunghe e affilate.
  2. Forma del Seme: Le castagne matte hanno una forma più rotonda e una superficie molto liscia, quasi lucida, mentre le castagne commestibili sono più piatte su un lato e spesso presentano una leggera peluria.
  3. Punto Bianco: La castagne matte ha un piccolo punto bianco sulla superficie, che non è presente nelle castagne comuni.
  4. Luogo di Crescita: Gli ippocastani si trovano principalmente nei parchi e nei giardini cittadini, dove vengono coltivati per ombra e ornamento, mentre i castagni, che producono castagne commestibili, crescono soprattutto nei boschi.

Perché non è commestibile?

La castagna matta contiene una sostanza chiamata escina, un composto saponinico che risulta tossico per l’uomo e per alcuni animali. Consumare escina può provocare sintomi di avvelenamento, come nausea, vomito, dolori addominali e, in casi più gravi, può influire sulla respirazione e sul sistema nervoso. Anche una piccola quantità può causare malessere, per questo è essenziale evitare il consumo accidentale.

Nonostante la sua tossicità, la castagna matta possiede proprietà curative ed è utilizzata in erboristeria e in alcuni prodotti farmaceutici. La pianta di ippocastano è nota per i suoi estratti, che aiutano a trattare problemi di circolazione come vene varicose e fragilità capillare, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e vasoprotettrici. Tuttavia, questi prodotti devono essere elaborati da professionisti, poiché l'uso diretto della castagna matta può risultare pericoloso.

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