Lavoro, lo smart working è un diritto in Italia? "Cosa prevede la legge dopo il Covid"

A causa dell'emergenza Covid, dal 2020 in poi il lavoro in smart working è stato (quasi) la normalità in Italia. Terminata l'emergenza, qual è ora la situazione e cosa prevede la legge?

Aumentato in maniera esponenziale durante l'emergenza Covid, il ricorso allo smart working è in realtà previsto in Italia da una legge di alcuni anni prima del 2024. A regolamentare il lavoro agile nel nostro Paese, infatti, è una legge del 2027. A causa del Covid, però, è stata istituita una normativa emergenziale, ormai non più in vigore da alcuni mesi. Ne ha parlato, in un video pubblicato nelle scorse ore, la dottoressa Wanda Falco, avvocato.

La normativa emergenziale riconosceva, di fatto, il diritto allo smart working a determinate categorie di lavoratori, ovvero i lavoratori genitori e i lavoratori fragili. Terminata la situazione emergenziale, per lo smart working si fa ora riferimento alla legge 81/2017. Questa stabilisce, ha spiegato l'avvocato nel filmato, che ci siano alcune categorie di lavoratori che, nel caso in cui il datore di lavoro decida di stipulare degli accordi di smart working, abbiano la priorità. In caso di lavoro agile, dunque, l'azienda dovrà dare priorità alle richieste provenienti da lavoratori con figli di età non superiore a 12 anni, lavoratori con figli disabili, lavoratori con disabilità grave e lavoratori caregiver.

Lavoro, lo smart working tra pro e contro: cosa succederà in futuro

Lavoro, quali lavori hanno la priorità per lo smart working
Ci sono delle priorità per determinate categorie di lavoratori. Fonte: Instagram

Lo smart working offre numerosi vantaggi sia ai dipendenti che alle aziende. Dal lato dei lavoratori, esso permette una maggiore flessibilità e un migliore equilibrio tra vita professionale e personale, riducendo i tempi e i costi del pendolarismo. Per le aziende, si traduce in una riduzione dei costi operativi e in un aumento della produttività, grazie alla possibilità di adattare gli spazi e di attrarre talenti anche da aree geografiche lontane.

Tuttavia, ci sono anche sfide significative. La mancanza di interazioni sociali quotidiane può portare all’isolamento dei dipendenti, influendo negativamente sul loro benessere psicologico. Inoltre, la gestione del lavoro agile richiede una formazione specifica per i manager, che devono adattarsi a nuove modalità di monitoraggio e incentivazione della produttività. Anche la cybersecurity è una questione cruciale: il lavoro a distanza implica una maggiore esposizione a rischi informatici, rendendo indispensabile un rafforzamento delle misure di sicurezza. Il futuro del lavoro agile in Italia appare promettente, ma richiede una regolamentazione efficace e flessibile. Il governo italiano ha già avviato delle iniziative per promuovere il lavoro agile, come incentivi per le aziende che adottano lo smart working e normative specifiche per garantire i diritti dei lavoratori, come il diritto alla disconnessione.

È probabile che l'adozione dello smart working continuerà a crescere, soprattutto nei settori tecnologici e nei servizi professionali, ma la transizione completa richiederà tempo e risorse.

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