Nel mese di novembre, che si aprirà con un giorno festivo, le pensioni saranno accreditate in ritardo rispetto al solito. L'INPS ha ufficialmente comunicato le date sia per i pagamenti presso Poste Italiane che presso gli istituti bancari.
C'è grande confusione, in queste ore, a proposito del pagamento delle pensioni per quanto riguarda il mese di novembre. Il mese, infatti, si aprirà con un giorno festivo e proseguirà con un weekend. Quando avverrà, dunque, l'accredito? A fare chiarezza ci ha pensato l'INPS, che ha comunicato ufficialmente la disponibilità del cedolino e le date di pagamento.
Le pensioni vengono solitamente accreditate il primo giorno bancabile del mese (escluso gennaio). Essendo il primo giorno di novembre festivo, il pagamento slitterà. Solo di un giorno, però. Come comunicato dall'INPS, infatti, nel caso di pagamento presso Poste Italiane l'accredito avverrà con valuta 2 novembre. Per coloro che hanno l'accredito presso un istituto bancario, invece, sarà necessario attendere ancora qualche giorno: in questo caso, infatti, il pagamento avverrà con valuta 4 novembre.
Pensioni, quali voci si troveranno nel cedolino di novembre

Il ritiro della pensione può avvenire anche in contanti, ma solo se l'importo complessivo è fino a 1.000 euro netti. In caso di importi superiori, ha ricordato l'INPS, è necessario l'accredito su un conto o tramite gli altri metodi accettati: bisogna però comunicare all'INPS il rapporto finanziario sul quale si vuole ottenere il pagamento. Anche nel mese di novembre, intanto, proseguiranno le operazioni riguardanti i conguagli risultanti dal Modello 730, ovvero quello utilizzato per la dichiarazione dei redditi, per quei pensionati e contribuenti che hanno scelto l'INPS come sostituto d'imposta. Si proseguirà, dunque, sia con i rimborsi degli importi a credito dei contribuenti che con le trattenute in caso di conguagli a debito.
E non è tutto. Nel cedolino del mese di novembre, infatti, è possibile trovare anche eventuali voci riguardanti le trattenute fiscali. Alla fine del 2023, infatti, l'INPS ha effettuato il ricalcolo a consuntivo delle ritenute applicate nel corso dell'anno. Se tali ritenute sono state applicate in misura inferiore rispetto a quanto dovuto, nel 2024 sono state recuperate le somme ancora da versare. Queste trattenute vengono applicate sui ratei di pensione di gennaio e febbraio ma, se questi due ratei risultano insufficienti, l'INPS continua ad applicare trattenute fino all'estinzione del debito. In caso di pensioni fino a 18mila euro e debito fiscale superiore a 100 euro, la somma da versare è stata rateizzata e questa rateizzazione è estesa fino alla mensilità di novembre, dunque l'ultima che vedrà l'applicazione di trattenute.
