Come funziona, esattamente, il regime fiscale di Bitcoin e altre valute? Quando vanno inserite nella dichiarazione dei redditi e in quali casi vanno pagate le imposte.
Sono in circolazione ormai da diversi anni, eppure sul loro conto c'è ancora una certe confusione. Soprattutto per quanto riguarda la tassazione. Stiamo parlando di Bitcoin, di Ethereum e di tutte le altre criptovalute. Nel corso degli ultimi anni hanno guadagnato una certa popolarità, sia come investimento che come pagamento. Ma cosa bisogna fare per quanto riguarda l'ambito fiscale?
I vari governi stanno cercando di includere le criptovalute nel sistema di tassazione, ma ciò non è affatto semplice. Le valute digitali, non essendo moneta legale, non vengono tassate allo stesso modo delle valute tradizionali. Il dubbio, però, rimane. Cosa bisogna fare quando si è in possesso di criptovalute? Ne a parlato, in un video pubblicato di recente, l'avvocato Angelo Greco. Avere un wallet, ha spiegato il legale, non richiede il pagamento delle tasse. È necessario, però, indicarlo in dichiarazione dei redditi. Va infatti indicato nel quadro RT. Quando è necessario, invece, pagare delle tasse.
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Bitcoin e non solo: come funziona la tassazione delle criptovalute

Il pagamento delle tasse, ha spiegato l'avvocato Greco, scatta solo se in uno anno si ha un guadagno superiore a 2.000 euro, al netto di tutte le perdite. Alla fine del anno, insomma, si fa un bilancio dei guadagni e delle perdite: dal guadagno netto va sottratta un cifra pari a 2.000 euro e su questa bisogna pagare un'imposta del 26%. I proventi vanno dunque indicati nel quadro RT. Il pagamento, comunque, è dovuto solo in caso di vendita delle criptomonete.
Non è infatti dovuto, ha spiegato l'avvocato Greco, il pagamento se le criptovalute non vengono pagate. Questo vale perché le imposte vanno pagate solo sulla plusvalenza. Diversamente, le imposte non sono dovute. Anche se queste, dunque, si sono valutate durante l'anno. In sintesi, insomma, le imposte sono dovute solo se tra acquisti e cessione si hanno proventi superiori a 2.000 euro. Su questa cifra bisogna pagare le imposte, ma solo se si è in grado di dimostrare quanto si possedeva all'inizio dell'anno. In alternativa, il portafoglio all'inizio dell'anno verrà contato come pari a 0 e bisognerà pagare dunque le imposte sull'intera cifra. Non bisognerà, infine, pagare le impose se si vende una moneta elettronica e ne si acquista un'altra. In caso di cambio tra criptovalute ed euro (o NFT), però, le imposte andranno pagate.
