Aromi, ritirati lotti di un marchio italiano: "Non consumateli", l'allerta del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute ha da poco diffuso un nuovo avviso di richiamo alimentare riguardante dei semi utilizzati in cucina come aromi. Il ritiro dal commercio è dovuto al rischio chimico per la presenza di sostanze dannose per la salute.

Un nuovo avviso di richiamo alimentare è stato diramato, poco fa, dal Ministero della Salute. Il richiamo in questione riguarda dei semi utilizzati come aromi. Il motivo del richiamo è il rischio chimico: si tratta di una delle diverse possibili non conformità per cui gli operatori del settore sono tenuti a ritirare un prodotto dal commercio.

L'avviso di richiamo in questione riguarda i lotti D11/157/2004-1 e 10626-PDF-0625 dei semi di cumino bio venduti a marchio Padovana Macinazione Srl in confezioni da 500 grammi. Le date di scadenza sono 31 dicembre 2024 e 30 giugno 2024. La produzione della merce è effettuata dalla stessa azienda Padovana Macinazione Srl che ha sede in provincia di Padova, nel Comune di Campodarsego, in via Severi 9.

Aromi, semi di cumino ritirati dal commercio per presenza di alcaloidi pirrolizidinici: quali sono i rischi per la salute

Ministero della Salute, il comunicato di richiamo dei semi usati come aromi
Il comunicato ufficiale diramato dal Ministero della Salute

Come si legge all'interno del comunicato ufficiale di richiamo, il ritiro dal commercio dei semi di cumino bio Padova Macinazione, utilizzati in cucina come aromi, si è reso necessario a causa della presenza di alcaloidi pirrolizidinici (nei giorni scorsi, invece, sono stati ritirati alcuni lotti di polenta per la presenza di alcaloidi tropanici oltre i limiti consentivi) superiore rispetto ai limiti di legge. Per questo motivo, si invita chiunque avesse acquistato il prodotto a non consumarlo e riportarlo presso il punto vendita di acquisto. L'esercente provvederà alla sostituzione o al relativo rimborso.

Gli alcaloidi pirrolizidinici sono composti chimici naturali prodotti da alcune piante (in particolare asteraceae, boraginaceae, fabaceae) per difendersi da altri erbivori. Questi composti rappresentano un pericolo per l'uomo in quanto tossici. In particolare, si segnala la tossicità epatica che può portare ad una condizione in grado di provocare la chiusura dei piccoli vasi sanguigni del fegato, con conseguente insufficienza epatica. E non è tutto. Secondo alcuni studi, infatti, questi alcaloidi possono avere potenziale cancerogeno. Anche piccole dosi di questi alcaloidi possono accumularsi e provocare danni. Proprio per questo motivo esistono dei precisi limiti di legge per la loro presenza all'interno degli alimenti. Per quanto riguarda l'Italia, i loro limiti sono regolamentati dall'Unione Europea. Si tratta di limitazioni riguardanti, in particolare, miele, infusi, erbe essiccate, spezie e prodotti a base di integratori alimentari. Ognuna di queste categorie di alimenti ha specifici limiti.

 

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