Il Ministero della Salute ha appena diffuso un nuovo richiamo alimentare riguardante due lotti polenta istantanea. Il motivo del ritiro dal commercio è il rischio chimico causato dalla presenza di due alcaloidi tropanici superiore ai limiti previsti dalla legge.
Un nuovo richiamo alimentare è stato diramato nella giornata di oggi, lunedì 14 ottobre 2024, dal Ministero della Salute. Il ritiro in questione riguarda due lotti di polenta venduta in confezioni da 500 grammi e il motivo è il rischio chimico. Si tratta di una delle possibili cause che provocano il ritiro di un prodotto dal commercio: le altre più frequenti sono rischio microbiologico, fisico, presenza di allergeni non dichiarata in etichetta, possibile migrazione di materiali pericolosi.
Il richiamo in questione riguarda i lotti 121224 e 22035 della polenta istantanea bio venduta a marchio IRIS in confezioni da 500 grammi, con date di scadenza 12 dicembre 2024 e 22 marzo 2025. La merce è commercializzata da A.S.T.R.A. Bio S.r.l., che ha sede in provincia di Cremona, nel Comune di Casteldidone, all'indirizzo S.P. 9 Km 3 + 135 26030. La produzione è invece effettuata da La Grande Ruota S.r.l., azienda che ha sede in provincia di Brescia, nel Comune di Dello, all'indirizzo via Cavalieri di Vittorio Veneto 1 25020.
Polenta ritirata dal commercio per rischio chimico: quali sono i possibili pericoli per la salute dei consumatori

Come si legge nel comunicato ufficiale di richiamo, i lotti di polenta sono stati ritirati dal commercio a causa del rischio chimico. Nel dettaglio, nella merce è stata riscontrata una possibile presenza di alcaloidi tropanici (atropina e scopolamina) sopra il tenore massimo previsto. Per questo motivo, chiunque avesse acquistato il prodotto è invitato a non consumarlo. All'interno del comunicato sono inoltre presenti anche delle avvertenze per la restituzione all'azienda che si occupa della commercializzazione.
La presenza di atropina e scopolamina all'interno di prodotti in commercio, se superiore ai limiti consentiti, provoca l'immediato ritiro dei prodotti dalla vendita. Questo perché, se ingeriti in dosi elevate, questi due alcaloidi possono provocare danni alla salute. In particolare, una dose elevata di atropina può provocare sintomi come tachicardia, ipertermia, secchezza delle fauci, visione offuscata, delirio, allucinazioni e addirittura coma e morte nei casi più gravi. La scopolamina, invece, in dosi elevate può causare confusione mentale, sedazione estrema, delirio, allucinazioni e perdita di memoria. Si tratta, insomma, di due contaminanti pericolosi, che si possono trovare in particolare in prodotti a base di cereale e alimenti di origine vegetale. I limiti sono fissati all'interno di un regolamento dell'Unione Europea, che stabilisce i valori massimi di tolleranza per le varie tipologie di alimenti.
