Frutta secca, lotto ritirato da una catena italiana di supermercati: il motivo del richiamo

Dopo quello dei giorni scorsi è stato diramato un nuovo avviso di richiamo alimentare riguardante un lotto di frutta secca venduto da una catena italiana di supermercati. Il motivo è la presenza di un insetticida non consentito.

Un nuovo avviso di richiamo alimentare è stato diramato nelle scorse ore. L'avviso in questione non è stato diffuso dal Ministero della Salute tramite l'apposito portale sul proprio sito web, come generalmente accade, ma dallo stesso operatore del settore che lo ha effettuato. Si tratta di Decò, catena italiana di supermercati, che ha richiamato un lotto di frutta secca confezionata. Si tratta del secondo richiamo riguardante della frutta secca dopo un primo diramato nei giorni scorsi.

Il richiamo alimentare in questione riguarda il lotto L4093A di uva sultanina biologica venduta a marchio Noberasco in confezioni da 250 grammi. Il lotto in questione ha come data di scadenza il mese di ottobre 2025. La produzione della merce oggetto del ritiro è effettuata dalla stessa Noberasco, azienda situata in provincia di Savona, nel Comune di Carcare, all'indirizzo Località Paletta 1, 17045.

Frutta secca richiamata per presenza di un pesticida non ammesso: quali sono i rischi per la salute

Frutta secca, altro richiamo diffuso poco fa
Il comunicato ufficiale riguardante il richiamo della frutta secca. Fonte: Supermercati Decò

Come si legge nel comunicato ufficiale diffuso nelle scorse ore, il richiamo alimentare del lotto di frutta secca si è reso necessario a causa del rischio chimico. Nel dettaglio, all'interno della merce è stata riscontrata la presenza del principio attivo Chlorpyrifos. Per questo motivo, chiunque avesse acquistato il prodotto è invitato a non consumarlo e a restituirlo al punto vendita di acquisto.

Il Chlorpyrifos è un insetticida utilizzato in agricoltura per il controllo di alcuni insetti nocivi. Questo insetticida è considerato particolarmente efficace nel proteggere le colture. Dopo un abbondante utilizzo nei primi anni dopo la scoperta, però, di recente questo insetticida è stato oggetto di dibattiti importanti riguardanti le possibile conseguenze per la salute umana e per l'ambiente. Il principio attivo è considerato potenzialmente tossico per l'uomo. Secondo alcuni studi, infatti, l'esposizione a questo insetticida può provocare diversi effetti negativi sulla salute, in particolare nei bambini. In questi ultimi si possono verificare problemi di sviluppo neurologico, ritardi cognitivi e comportamentali, ma anche un aumentato rischio di disturbi neuropsichiatrici.

Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità si tratta di una sostanza moderatamente tossica: la sua esposizione prolungata è associata a malattie croniche, tra cui disturbi respiratori e problemi cardiaci. Non meno importante è anche l'impatto ambientale. Per questo motivo il suo utilizzo è stato vietato dall'Unione Europea.

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