Spesso si tende a credere che il cibo cotto sia immune da ogni contaminazione, ma così non è. Una volta cotti, infatti, gli alimenti non andrebbero mai lasciati a temperatura ambiente per troppo tempo: esiste una zona di pericolo che favorisce la proliferazione batterica. I consigli da seguire.
Sono numerosi gli errori che ognuno di noi commette o rischia di commettere, ogni giorno, in tema di sicurezza alimentare. Questi, spesso commessi in maniera del tutto inconsapevoli, rischiano di avere conseguenze anche gravi sulla nostra salute. Per questo motivo è fondamentale conoscere i possibili pericoli e capire come evitarli.
Uno di questi errori, particolarmente diffuso, riguarda il cibo cotto. Spesso, infatti, si tende a credere che una volta cotto il cibo diventi automaticamente immune a qualsiasi contaminazione. Così, però, non è. A parlare di questo errore è stato, in un video pubblicato di recente, Alessandro Di Flaviano nel corso della sua rubrica online dedicata proprio alla sicurezza alimentare. Come spiegato da Di Flaviano, infatti, anche se cotto il cibo non andrebbe mai lasciato a temperatura ambiente.
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Cibo cotto, in questo modo i batteri proliferano in poco tempo

I microrganismi, in condizioni favorevoli, possono raddoppiare ogni 20 minuti. Questo significa che un singolo batterio è in grado di proliferare fino a diventare più di 268 milioni di batteri in poco più di 9 ore. Il consiglio, dunque, è quello di evitare che il cibo cotto rimanga per più di 1-2 ore a temperatura ambiente (quando la temperatura ambiente è elevata questo tempo dovrebbe essere in realtà inferiore). Bisogna far dunque attenzione alla cosiddetta zona di pericolo, quella che compresa all'interno di una temperatura tra gli 8 e i 63 gradi centigradi. È proprio in questa condizione, infatti, che i batteri sono in grado di proliferare molto rapidamente. Tra i batteri in grado di proliferare in queste condizioni troviamo salmonella, listeria, strafilococco, clostridium. L'ingestione di cibi contaminati da questi batteri può provocare infezioni più o meno gravi per la salute, tutte in grado di manifestarsi con sintomi particolarmente fastidiosi come diarrea, vomito, febbre, mal di testa, dolori muscolari e non solo.
Per diminuire i rischi di contaminazione, quindi, è importante raffreddare velocemente il cibo cotto. Come? Molto semplicemente bisogna metterlo in un contenitore freddo, abbattendolo, o con acqua e ghiaccio. Successivamente, prima di consumarlo, il cibo precedentemente abbattuto va scaldato adeguatamente, cercando di portarlo tutto ad una temperatura di almeno 70 gradi. In questo modo si evitano, o comunque si abbassano in maniera considerevole, i rischi di contaminazione: si tratta di alcune semplici regole, che però vanno seguite costantemente e con attenzione.
