Formaggio, il limite settimanale da non superare: "C'è una differenza tra freschi e stagionati"

Per quanto gustoso e nutriente, il formaggio andrebbe in realtà limitato nei consumi a causa di alcune controindicazioni. Le linee guida per un'alimentazione sana prescrivono delle porzioni massime da consumare ogni settimana, ma c'è una distinzione tra formaggi freschi e stagionati.

Tra gli alimenti spesso presenti sulle nostre tavole c'è il formaggio. Si tratta, infatti, di un elemento fondamentale della tradizione culinaria del nostro Paese, che può contare su una vastissima varietà di prodotti che rappresentano vere e proprie specialità locali, regionali e nazionali: non a caso, proprio gli italiani sono tra i maggiori consumatori di formaggio al mondo.

Un po' come per qualsiasi altro alimento, anche il consumo di formaggio è accompagnato da pro e contro. Al netto delle differenze in base alla singola tipologia, possiamo senza dubbio dire che il formaggio è un'ottima fonte di calcio, essenziale per la salute di ossa e denti, e di proteine ad alto valore biologico; è alto anche il contenuto di vitamine e minerali quali fosforo, zinco e vitamina B12, che contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario; in alcuni casi è possibile anche trovare probiotici, ovvero dei batteri buoni che favoriscono l'equilibrio della flora intestinale.

Formaggio fresco o stagionato? La dose settimanale da non superare

Formaggio, il limite da non superare è variabile tra freschi e stagionati
Perché è importante che il consumo sia moderato. Fonte: Instagram

Così come i pro, però, del formaggio è necessario elencare anche i contro. In particolare, c'è da evidenziare l'abbondanza di grassi saturi e colesterolo, il cui consumo eccessivo può aumentare il rischio di cardiovascolare; per alcune tipologie, inoltre, è possibile il contenuto di elevate quantità di sodio, associato all'ipertensione e ad altre patologie cardiovascolari. Per questo motivo, se è vero che il formaggio è sempre consigliato all'interno di una dieta sana ed equilibrata, è anche vero che il suo consumo dovrebbe essere moderato. Quanto? Ne ha parlato, in un video pubblicato di recente, la dottoressa Giulia Capone, biologa nutrizionista.

Come spiegato dall'esperta, c'è un limite massimo di formaggio da consumare nell'arco di una settimana. Più che un limite massimo inderogabile, in realtà, si tratta di linee guida indicative per una sana alimentazione. Queste prevedono, come frequenza, un consumo massimo di 2-3 volte a settimana. Per quanto riguarda le dosi, c'è da fare un'importante distinzione tra freschi e stagionati, ma anche in base alla percentuale di grassi. Per quanto riguarda i formaggi freschi e con una percentuale di grassi inferiore al 25%, è indicato un consumo in porzioni da 100 grammi (mozzarella, primo sale, feta); per quanto riguarda i formaggi stagionati e con una percentuale di grassi superiore al 25%, invece, è indicato un consumo in porzioni da 50 grammi (parmigiano, grana, caciotta).

In realtà, ha spiegato la dottoressa Capone, bisogna prestare particolare attenzione non tanto al consumo delle porzioni in se ma al contorno. Un consumo eccessivo, infatti, può verificarsi se si consuma il pezzettino di grana quando si avverte un languorino allo stomaco o, ad esempio, esagerando con l'aggiunta di parmigiano sulla pasta.

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