Installare le trappole per ladri in casa è legale, ma soltanto se si segue una serie di regole precise: un noto avvocato rivela di quali regole si tratta, e come evitare di capovolgere la situazione.
L'articolo 624 bis del Codice Penale italiano definisce come furto in abitazione, l'azione secondo cui una persona si introduce in un'abitazione, o comunque in un edificio destinato, almeno in parte, a privata dimora, sottraendo una o più cose mobili. Questo reato è punito con una multa che va da 927 a 1.500 euro, e con la reclusione, da quattro a sette anni. Nonostante sia un reato punito, anche in maniera severa, questo reato continua a essere perpetrato ogni anno, e in maniera decisamente costante. Secondo i dati riportati dal Censis, nel 2023, nel 2022 sono stati, in effetti, commessi più di 135.000 furti e rapine in abitazione in Italia.
Proprio per questo motivo, il suddetto istituto di ricerca socio-scientifica ha rivelato che il furto in casa è il reato che più fa paura agli italiani: circa il 52% della popolazione lo ha messo al primo posto tra i reati che temono di più. Oltre a installare dei sistemi di protezione e sicurezza, per difendersi dai furti, c'è chi installa delle trappole in casa, finalizzate a bloccare i ladri, a evitare che questi ultimi completino il reato. Ma è legale fare una cosa del genere?
Casa: ecco quando installare le trappole per i ladri in casa è legale, e quando non lo è
Secondo quanto spiegato dall'avvocato italiano Giuseppe Di Palo, installare delle trappole per ladri in casa è legale, ma soltanto se si seguono delle regole precise. In caso contrario, infatti, si rischia di capovolgere la situazione. L'esperto ha spiegato che le regole da seguire sono definite nell'articolo 51 del Codice Penale: questo spiega che l'esercizio di un diritto o di un adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine della pubblica Autorità esclude la punibilità di quest'ultimo. In effetti, spiega Di Palo, è consentita la difesa preventiva dei propri beni, attraverso degli offendicula, e cioè di dispositivi che impediscono l'accesso non autorizzato oppure il furto da parte di terzi estranei. Questi dispositivi, però, devono rispettare tre regole fondamentali, per poter essere installati.
La prima è la proporzionalità: il mezzo di protezione, cioè, deve essere proporzionato al valore del bene da difendere. La seconda è la necessità: se esistono mezzi meno dannosi, che riescono a provvedere alla stessa necessità, bisogna preferire quelli. Infine, la terza è l'avviso: deve, cioè, essere presente un'adeguata segnalazione della presenza del dispositivo di sicurezza. Al di fuori di ciascuna di queste regole, spiega Di Palo, non è consentito l'utilizzo di questi mezzi particolari.

