Una donna di Reggio Emilia, vittima di una truffa bancaria online, ha lottato per far valere i propri diritti e, grazie al supporto di un'associazione, è riuscita a ottenere il rimborso (parziale) della somma di denaro che le era stata ingiustamente sottratta.
La possibilità di diventare vittima di una truffa è uno dei rischi maggiori quando si naviga sul web. Le conseguenze possono essere più o meno gravi ma il fine è quasi sempre lo stesso: quello di sottrarre dati sensibili a ignari soggetti, con l'obiettivo di svuotargli conti correnti e carte di credito. È quanto accaduto ad una donna di Reggio Emilia, anche se la sua storia si è conclusa con un lieto fine, ovvero con il recupero (anche se parziale) dei soldi ingiustamente sottratti.
Il raggiro in questione è in realtà una truffa bancaria online messa in atto con la tecnica dell'SMS spoofing: con questa tecnica i malintenzionati inviano dei messaggi di testo alterando le informazioni del mittente, fingendosi un altro soggetto (in questo caso l'istituto bancario della donna). La vittima ha infatti ricevuto un SMS e, contestualmente, la telefonata di un sedicente dipendente della banca (da quello che credeva fosse proprio il numero della banca): il sedicente bancario le ha fatto credere di dover stornare un bonifico truffaldino.
Donna di Reggio Emilia rimborsata dopo una truffa: così la vittima ha vinto la sua battaglia

In realtà, però, l'interlocutore della vittima non era altro che uno degli autori della truffa. Grazie alla sua telefonata, questo soggetto è riuscito ad indurre la donna a disporre un bonifico urgente di 7.500 euro in favore di una persona sconosciuta. La vittima, resasi conto della truffa compiuta ai suoi danni, ha immediatamente deciso di denunciare la vicenda alle autorità. Contestualmente si è rivolta alla banca chiedendo di bloccare il bonifico. La risposta dell'istituto bancario, però, è stata negativa.
La donna di Reggio Emilia, comunque, per nulla intenzionata a rinunciare ai 7.500 euro che le erano stati ingiustamente sottratti, ha deciso di continuare la sua battaglia. Lo ha fatto rivolgendosi a Confconsumatori, associazione a tutela dei consumatori. Dopo aver analizzato la vicenda, riscontrando alcune criticità a carico della banca, pochi mesi fa gli esperti dell'associazione hanno avviato un procedimento contro la banca rivolgendosi all'Arbitro bancario finanziario. Proprio in questo moto sono riusciti a far valere le ragioni della vittima. L'Arbitro bancario finanziario, infatti, ha imposto alla banca il rimborso, almeno parziale, delle somme sottratte alla donna. Che quindi si è vista accreditare il 90% della somma sottratta a causa della truffa, ovvero 6.500 euro su 7.500 euro totali.
