Vicini di casa, se ti creano ansia possono andare in carcere: la sentenza storica della Corte di Cassazione

Anche i vicini di casa che provocano notevole ansia possono essere condannati e, nel peggiore dei casi, andare in prigione: lo prevede una recente sentenza della Corte di Cassazione.

L'ansia è uno stato psichico che può creare molti problemi a un individuo. Esistono diversi gradi di ansia e, nei casi peggiori, questo stato psichico rende praticamente impossibili molte attività tipiche della vita quotidiana. In alcuni casi gravi, può essere necessario seguire delle terapie, per superare questo problema. Tante possono essere le cause dello stato d'ansia, e, in diversi casi, questo può essere provocato da altre persone. Dai parenti, ad esempio, o dal datore di lavoro, o addirittura dai vicini di casa.

E, proprio in merito ai vicini di casa, la Corte di Cassazione ha recentemente stabilito che i vicini di casa che provocano troppa ansia, possono essere condannati per il reato di stalking. A rivelarlo, è stato l'avvocato Giuseppe Di Palo, in un suo recente video su YouTube. Il reato di stalking è previsto nell'articolo 612 bis del Codice Penale, denominato 'atti persecutori'. Per configurarsi il reato di atti persecutori, il condannato deve aver minacciato o molestato una persona, con condotte reiterate, a tal punto da creare 'un perdurante e grave stato di ansia o di paura'.

La sentenza storica della Corte di Cassazione: ecco cosa potrebbe succedere ai vicini di casa che trasmettono ansia

Salvo che la condotta non porti a un reato più grave, il reato di stalking è punito con la reclusione da un anno, fino a sei anni e sei mesi. Con la nuova sentenza, dunque, la Corte di Cassazione ha, praticamente, stabilito che un vicino di casa, che provoca continuamente, e in maniera reiterata, un forte stato d'ansia, può essere condannato e andare in prigione. Questo, spiega Di Palo, non è un principio nuovo, ma la cosa che colpisce è che, di solito, se vi è un comportamento che causa uno stato reattivo come l'ansia in un'altra persona, questo porta a un reato di lesioni, volontario o colposo.

Mentre, per il reato di lesioni, risulta cruciale la valutazione di un medico, o di un altro professionista, che accerti la presenza del disturbo psichico dell'ansia, per lo stalking la situazione è diversa. Per lo stalking, che è un reato più grave, spiega Di Palo, non è necessario questo accertamento. È sufficiente, cioè che chi querela, dichiari verbalmente il suo stato di ansia o di timore, a causa di quelle condotte, senza un accertamento e una valutazione psicologico in tal senso. È, sicuramente, una decisione interessante, e che fa capire quanto possa essere dannoso un comportamento reiterato, da parte di un vicino di casa, quando crea ansia e altri, forti, disturbi del genere.

Vicini di casa ansia
Una donna sconvolta dall'ansia.

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